Galleria di Cernobbio chiusa, in strada all’alba per sfuggire alle code

Gli automobilisti hanno anticipato molto il loro viaggio quotidiano verso il capoluogo
Prove tecniche di sopravvivenza, ovvero: il caos si batte con l’autoregolamentazione.
I comaschi affrontano l’emergenza della galleria di Cernobbio con la necessaria sagacia, tipica di chi è abituato a vivere in situazioni complesse. I pendolari puntano la sveglia quando il sole è ancora dall’altra parte del cielo, si mettono in macchina con almeno un’oretta di anticipo e tentano di limitare i danni.
Ieri mattina, la coda in direzione Sud si è infatti mantenuta su una linea
di galleggiamento fra i 35 e i 40 minuti.
I primi “laghée” si sono affacciati dalle parti del “Pizzo” attorno alle 6.30, quando ancora i movieri dell’Anas non erano nemmeno arrivati alla strettoia per montare le transenne.
Un congruo anticipo che ha evitato, in parte, il colossale imbottigliamento annunciato da più parti. Pur non potendo scongiurare del tutto code chilometriche e attese snervanti, i pendolari sono riusciti a scivolare verso la strettoia di Cernobbio nel modo meno traumatico possibile.
Il punto è che i residenti in Centro e in Altolago hanno adottato le proprie contromisure facendo leva sull’esperienza. E magari ricordandosi di quanto accadeva molti anni fa, quando la galleria non c’era e il viaggio mattiniero verso la città somigliava molto a un’Odissea. Una buona mano agli automobilisti è stata data dalle forze dell’ordine, che hanno presidiato i punti nevralgici: le rotatorie in entrata a Cernobbio, la strettoia, la salita del “Pizzo”, il semaforo di Tosnacco.
IL SINDACO “VIGILE”
Il sindaco di Cernobbio, Simona Saladini, ieri mattina si è infilata la pettorina e ha fatto il vigile urbano. «Sono stata costretta a stare io a Tavernola – dice – perché la polizia di Stato era alla rotatoria del Bennet, mentre la polizia locale di Como è stata impegnata fino alle 9 con le scuole».
Questa mattina, le cose dovrebbero essere ulteriormente sistemate. Gli agenti della stradale non staranno più in via Asiago, dove al mattino il traffico è del tutto regolare ma si fermeranno a Tavernola sin dalla mattinata.
SEMAFORO SPENTO
Altri cambiamenti riguarderanno la temporizzazione del semaforo della strettoia. «Sarà spento sin dalle 6.30 – dice il sindaco Saladini – Abbiamo infatti notato che gli automobilisti hanno anticipato molto la loro partenza da casa, proprio per evitare di incappare in code paurose».
Movieri in azione con le prime luci del giorno, quindi, e semaforo spento sino a quando il traffico non diventerà fluido (cosa che ieri è accaduta soltanto tardi).
«Una buona mano – dice ancora il primo cittadino di Cernobbio – ce la danno i residenti a Rovenna e a Piazza, i quali per raggiungere le loro abitazioni scelgono la viabilità interna ed evitano di transitare da piazza Mazzini».
LE RASSICURAZIONI DELL’ANAS
Saladini ha inoltre parlato in queste ore con i vertici dell’Anas, che hanno rassicurato sulla tempistica dei lavori in galleria. «Hanno potuto fare una riorganizzazione del loro lavoro – dice il sindaco – ma mi hanno garantito che il cantiere non andrà oltre i 20 giorni previsti. Se sarà possibile, tenteranno di concludere prima. Bisogna tenere conto che smantellare il cemento armato delle solette è un lavoro molto complicato e veramente pericoloso. Sarebbe assurdo mettere fretta».
Intanto anche gli autotrasportatori stilano il loro primo “bilancio”. Alberto Bergna, segretario della Cna di Como, conferma che la Prefettura lariana ha concesso ai mezzi pesanti pochissime deroghe, «soltanto una decina al giorno» assicura Bergna.

Dario Campione

Nella foto:
I tempi di attesa lungo la Regina, ieri mattina, si sono aggirati attorno ai 35-40 minuti

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