Economia

In tempo di crisi si cucinano gli scarti. Zuppa di teste di pesce e frittura di bucce

altGli italiani riscoprono la “schiscetta” e fanno scorte come in tempo di guerra
La crisi non toglie l’appetito, ma spinge alla riscoperta della cucina povera. E gli italiani, buongustai per antonomasia, hanno subito capito come poter mangiare bene, spendendo meno. Innanzitutto riscoprendo forme di sobrietà intelligenti quali la “schiscetta”. Ben 13,8 milioni di lavoratori – ovvero uno su quattro – si portano in ufficio il pranzo preparato a casa.
Un aumento record, rispetto agli anni precrisi, del 15%. È sicuramente questo uno dei primi dati emersi dal rapporto Coldiretti/Censis

sul tema “Gli effetti della crisi: spendo meno, mangio meglio”, illustrata dal presidente del Censis Giuseppe De Rita e dal numero uno di Coldiretti, Roberto Moncalvo, al Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione organizzato a Villa d’Este di Cernobbio. E parallelamente è cresciuta anche la voglia di preparare cibi fatti in casa. Sono infatti ben 41,9 i milioni di italiani che si dilettano tra i fornelli.
«Ovviamente tutto ciò aiuta a risparmiare garantendo la qualità degli ingredienti utilizzati», spiega Moncalvo. E l’attenzione al concetto del risparmio in tavola è stato illustrato anche attraverso la preparazione di piatti che reinterpretano il concetto di cucina degli scarti. Largo così a esempi di pietanze a costo zero o quasi. Come la zuppa non più di pesce, ma di teste di pesce. Oppure le bucce di patate fritte o la frittata con bucce di carote, tutte corredate dalle apposite ricette. Un concetto che ben si può applicare a ogni settore a partire, ad esempio, dalla cucina dei tagli di carne dove il classico stinco non sarà più di maiale ma di manzo, così come, nella versione parsimoniosa, lo stracotto sarà di lingua. Per finire con l’hamburger di collo invece che di chianina. Ma l’attenzione agli sprechi viene certificata anche da altri fattori. Innanzitutto gli italiani fanno scorte come in guerra. Quasi una persona su tre accumula nelle dispense riserve alimentari come non avveniva dai tempi di guerra, per un totale di 8,3 milioni di famiglie che fanno incetta di prodotti in offerta e con le promozioni. E poco importa se il cibo deperisce perché più di otto italiani su dieci (81%), non buttano i cibi scaduti, con una percentuale che è aumentata del 18% dall’inizio del 2014. Nelle strategie di risparmio, infine, il 49,8% degli italiani dichiara di fare e rispettare la lista scritta della spesa.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Dalla cucina dei pesci poveri a quella dei tagli di carne minori, passando per le ricette con gli avanzi: sono le proposte presentate ieri a Cernobbio
18 Ott 2014

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
Dic: 2018
L M M G V S D
« Nov    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l.
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto