In trecento nella serra salutano l’artista del giardino di Dio

altIl fondatore di Rattiflora
Ieri a Casnate il funerale dell’imprenditore Alfredo Ratti

Le note del “Canto libero” dell’amico Battisti e un lunghissimo applauso hanno accompagnato l’ultima uscita di Alfredo Ratti dalle sue serre di Casnate, da quel luogo in cui, con il suo lavoro, «ha trasformato in un capolavoro di grazia l’angolo della Terra che Dio gli ha affidato», come ha scandito nell’omelia il parroco di San Giorgio, don Luigi Chistolini.
È uno spazio insolito per un rito funebre. Ma l’ultimo addio all’imprenditore 71enne fondatore di “Rattiflora” non poteva

essere che in quella serra, «il luogo dove Alfredo, con tante persone, ha saputo trasmettere i doni che Gesù gli aveva dato – ha detto il parroco – E Gesù in questo luogo è diventato realtà tramite il lavoro di Alfredo».
A condividere queste riflessioni, oltre 300 persone, strette attorno ai familiari dell’imprenditore. «Ricordiamo i tratti unici che hanno reso la personalità di Alfredo stimata e ricercata – ha sottolineato ancora il sacerdote – propositiva in mille campi della vita, a partire dal lavoro, nel quale ha messo la sua straordinaria fantasia ed elegante passione. È stato un vero artista del giardino di Dio. Ora, con la sua maestria saprà rendere ancora più festoso e più bello il banchetto delle nozze eterne».
I dipendenti della Rattiflora hanno voluto esprimere pubblicamente la loro gratitudine al «signor Alfredo». «Grazie per la sua disponibilità – ha detto a nome di tutti uno di loro – per la sua pazienza e costanza. Grazie per averci insegnato il mestiere con passione, con il suo modo di essere unico nel lavoro che le ha fatto realizzare sogni bellissimi. Ci ha sempre detto che siamo una famiglia, che era un po’ il nostro papà. Oggi ci sentiamo orfani ma orgogliosi. Grazie per tutti i ricordi che custodiremo nel nostro cuore. Grazie per sempre».
È toccato ai coscritti sottolineare un aspetto meno noto di Alfredo, «la tua verve inimitabile e la tua vena poetica, poco conosciuta, che ogni anno manifestavi in quelle rime dialettali che animavano, assieme ai tuoi menù a base di fiori, la “fagianata” della classe 1942».
L’imprenditore è scomparso all’improvviso, lunedì scorso, colpito da un malore fatale mentre era in vacanza in Sicilia, in provincia di Ragusa. Il fratello Pierluigi, con il quale ha fondato Rattiflora, ha ricordato con la voce spezzata dall’emozione «i settant’anni vissuti insieme, i momenti felici e quelli meno lieti. Insieme abbiamo costruito tanto in memoria dei nostri genitori – ha detto – Ora sono certo che i nostri figli e nipoti daranno continuità a tutto questo e sapranno tenere alto il nostro onore nel mondo».
Le ultime parole sono state quelle di Giovanni, uno dei figli di Alfredo Ratti. «Ciao Big Alfred, Alfredone, Padre – ha sussurrato il giovane – Ci hai messo una vita intera a insegnarci ad amare. Te lo diciamo ora che siamo prossimi a sbocciare». Finite le parole, è rimasto il tempo per stringersi uno all’altro e cingere Alfredo in un ultimo abbraccio.

Anna Campaniello

Nella foto:
La serra di Casnate che ha ospitato le esequie. La figura di Alfredo Ratti è stata commemorata anche dai dipendenti (fotoservizio Mattia Vacca)

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.