In un libro la tragedia dei greci del Ponto
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In un libro la tragedia dei greci del Ponto

La copertina del libro di Maria Tatsos La copertina del libro di Maria Tatsos

L’Associazione Cire (Centro Insubrico Ricerche Etnostoriche) di Como presenta il volume di Maria Tatsos “La ragazza del mar Nero”, libro edito dalla Paoline che sarà illustrato dall’autrice  sabato 14 aprile alle ore 17.30 presso la Sala Recchi di Palazzo Lambertenghi.

La giornalista Maria Tatsos ci racconta la storia di una  delle sopravvissute ai massacri e alle deportazioni che all’inizio del secolo scorso subirono  i greci che vivevano sul Mar Nero ad opera dei Turchi. Si tratta di  Eratò Espielidis (1896-1989), nonna dell’autrice, nata sulle sponde del Mar Nero a Kotyora (l’odierna Ordu), e della sua famiglia. Lo scoppio della prima guerra mondiale segnò per i circa 700mila greci di fede ortodossa che vivevano nel Ponto, sotto l’impero Ottomano, l’inizio del periodo della persecuzione, delle deportazioni e delle marce forzate. Solo la metà riuscì a sopravvivere e riparare  in Grecia.

Il lettore de “La ragazza del Mar Nero” vivrà il dramma di una pagina di Storia poco conosciuta e sarà stimolato a leggere, in quella vicenda apparentemente lontana, le tante tragedie e persecuzioni di oggi.

Scrive la Tatsos nell’introduzione: “La storia di mia nonna Eratò è una goccia nel mare di un’immane tragedia. Questo libro vuole essere un tributo alla memoria, per non dimenticare e per capire quanto siano simili le stragi di ieri a quelle di oggi. Ma è anche un inno alla speranza, perché una società che sa essere accogliente può diventare più ricca. Perché anche i nostri nonni o bisnonni, in altri momenti della Storia, sono stati profughi, immigrati, stranieri e, se hanno fatto fortuna in terre lontane, è perché qualcuno ha offerto loro un’opportunità. E perché l’ospitalità, praticata come facevano i miei antenati, è un dovere sacro, come esseri umani e come cristiani, per non lasciare vincere l’odio, mai”.

L’autrice, di origine greca, è laureata in scienze politiche e diplomata in lingua e cultura giapponese presso l’Isiao di Milano. Giornalista professionista collabora con il Museo Popoli e Culture del Pontificio Istituto Missioni e con il Centro di Cultura Italia-Asia. L’incontro di sabato sarà introdotto da Maria Cristina Forgione, Avvocato e membro dell’Associazione Cire. Ingresso libero.

12 aprile 2018

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Lorenzo

Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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