La “Cruyff Court” di Como. Emozioni nel nome di Borgonovo

altIn via dei Mille è attiva la prima struttura di questo tipo in Italia
Una giornata di emozioni. Nel ricordo di Stefano Borgonovo, prima di tutto. E poi emozioni nel vedere da vicino un grande come Johan Cruyff e altri big del mondo del calcio, e la gioia delle persone coinvolte ad ogni livello per avere raggiunto l’obiettivo. Ma anche dispiacere nel vedere un altro calciatore colpito dalla Sla come Fernando Ricksen, che non ha voluto mancare all’appuntamento a Como.
Una giornata vissuta tutta di un fiato, quella di ieri, sì disturbata ma non rovinata dalla

pioggia. Un evento che rimarrà sicuramente indimenticabile (in basso a sinistra il Qr-Code con la gallery dedicata alla cerimonia).
Al centro dell’attenzione, prima di tutto, la “Cruyff Court”, il campo completamente ristrutturato che è stato inaugurato in via dei Mille. Un’opera confinanziata dalla Fondazione Cruyff e dalla Fondazione Borgonovo e che ora sarà data in gestione al Comune di Como. E per l’inaugurazione sul Lario è arrivato Johan Cruyff, protagonista di due momenti: la conferenza stampa al mattino a Villa d’Este e poi al pomeriggio per l’apertura del campo.
Un incontro, quello con la stampa, in cui, presentati dal giornalista Massimo De Luca, hanno preso la parola lo stesso Cruyff, Chantal Borgonovo, moglie di Stefano, e il sindaco di Como, Mario Lucini. È intervenuto anche Beppe Marotta, amministratore delegato della Juve, ma prima di tutto amico di Borgonovo.
Le “Cruyff Court”, è stato spiegato, sono circa 200 in tutto il mondo. Quella di via dei Mille è la prima in Italia ed è stata dedicata a Borgonovo. «L’idolo di Stefano era proprio Cruyff – ha spiegato Chantal – E lui sarebbe stato contento nel vedere quello che è stato fatto, un campo dove i valori prioritari sono lo spazio dato ai ragazzi e l’educazione al rispetto reciproco. Sicuramente è stato realizzato un suo sogno».
La quota pagata dalla Fondazione Borgonovo, come spiegato, è stata finanziata da Peter Lim, presidente del Valencia, che ha conosciuto Chantal a Madrid.
Dal canto suo, Johan Cruyff ha ribadito i principi che promuove in tutto il mondo: «Sono strutture che consentono di praticare molti sport, non soltanto il calcio – ha sottolineato – E ci piacerebbe anche proporle in altre città: il concetto è quello di consentire a tutti di giocare rispettando le regole, mettendo il massimo dell’impegno e senza avere la paura di sbagliare. E sono molto lieto di avere iniziato in Italia qui a Como, nel nome di Stefano».
Sentito anche l’intervento di Beppe Marotta, amministratore delegato della Juventus: «Mi piace questo omaggio a un giocatore come Stefano che ha regalato tante emozioni ai sui tifosi – ha sottolineato – Un personaggio che nel corso della sua malattia ha trasmesso tanti valori e ha dato una grande testimonianza».
Il sindaco Mario Lucini, dal canto suo, ha sottolineato: «Adesso la responsabilità passa a noi del Comune, che dovremo gestire la struttura. Abbiamo aderito con grande entusiasmo al progetto e raccogliamo volentieri un testimone molto impegnativo».
Una conferenza a cui hanno presenziato molti rappresentanti delle istituzioni, fra cui il prefetto Bruno Corda, seguita, nel pomeriggio, dalla cerimonia di inaugurazione al campo infastidita ma non rovinata – come detto – dalla pioggia.
La targa con la dedica del campo è stata scoperta da Cruyff, Chantal Borgonovo e Lucini. Non sono mancate esibizioni sportive, tra cui quella con il giocatore del Milan Marco Van Ginkel e i saluti di grandi ex come Franco Baresi e Javier Zanetti. Non mancavano ex compagni nel Como di Borgonovo – Silvano Fontolan e Roberto Galia – e tanti appassionati di ieri e di oggi che non hanno voluto perdersi una festa che ha vissuto anche un momento di commozione quando Fernando Ricksen, colpito dalla Sla, ha portato il suo saluto.
Una giornata di festa, ma anche di riflessione, nel doveroso ricordo di un personaggio come Borgonovo che, come ha ricordato Mario Lucini, «è sempre presente, amato e stimato da tutti i comaschi».

Massimo Moscardi

Nella foto:
Mario Lucini, Chantal Borgonovo e Johan Cruyff sotto la targa di intitolazione del campo

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