Incendi, Como è la provincia più colpita

Uno degli incendi che ha colpito il territorio comasco

Il 2017, anno peggiore del decennio, bruciati oltre 1.700 ettari

È un conto pesantissimo quello che si appresta a pagare il territorio lariano dopo l’emergenza incendi di fine ottobre. Dopo il conteggio effettuato dal Comune di Tavernerio, che ha subito la distruzione di 220 ettari di bosco e circa due milioni di danni (1,9 proprio per il patrimonio boschivo), ecco i conti a livello provinciale, li ha stimati la Coldiretti regionale in una nota diffusa ai media nella giornata di ieri.
Con 1.738 ettari bruciati, è proprio quella lariana la provincia che ha subito i maggiori danni in Lombardia dai roghi di tutto il 2017.
L’analisi di Coldiretti regionale è stata resa pubblica in occasione della Giornata dell’albero che si celebra il 21 novembre e in concomitanza agli Stati generali del verde a Milano. «In tutta la Lombardia – prosegue l’associazione degli agricoltori – le fiamme hanno devastato più di 4.300 ettari verde, il triplo della media dell’ultimo decennio».
Quest’anno sempre secondo la Coldiretti è aumentata anche la violenza del fuoco, visto che per ogni incendio sono stati coinvolti in media più di 18 ettari: si tratta dell’anno peggiore in tutti i sensi dal 2007 a oggi.
Gli ettari bruciati in base ai dati di Regione Lombardia sono stati, oltre ai 1.738 di Como, 1.151 a Brescia, 523 a Sondrio, 383 a Bergamo, 309 a Lecco, 103 a Varese, 91 a Pavia, 12 a Monza Brianza e 11 nel Milanese.
«Da questi numeri – analizza il presidente di Coldiretti Como Lecco, Fortunato Trezzi – emerge con chiarezza quanto la cura del verde nei nostri boschi sia di vitale importanza per il benessere della biodiversità della nostra flora e della fauna selvatica».
Non solo; la tutela delle aree verdi e boschive, per Coldiretti, è una guerra di civiltà, perché i roghi sono un patrimonio naturalistico che va gestito e amministrato nel migliore dei modi. «Per questo, noi agricoltori – ribadisce il presidente – svolgiamo un’opera fondamentale di presidio e tutela della montagna, degli alpeggi e dei boschi. La prevenzione agli incendi, infatti, la si fa combattendo l’abbandono agricolo delle montagne».
Una volta superata l’emergenza, stima sempre la maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana, ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi bruciati con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo. «Nelle foreste andate a fuoco – precisa la Coldiretti – saranno impedite anche tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, dei tartufi e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi che coinvolgono decine di migliaia di appassionati».
In Lombardia – conclude la Coldiretti – sono oltre 625mila gli ettari coperti da foreste e rappresentano un quarto della superficie regionale. Il 79% dei boschi è concentrato in aree montane, il 13% in collina e il resto in pianura e le oltre 280 aziende attive nella filiera legno-bosco danno lavoro a quasi mille persone.

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