Incendio sul Bollettone: vigili del fuoco e Canadair in azione. Fiamme domate

Canadair

L’incendio sul Bollettone

Bruciano i monti lariani in questo inizio d’inverno atipico, caldo e senza neve. Cento vigili del fuoco sono stati impegnati da martedì sera al pomeriggio di ieri per avere ragione dei roghi. Il principale si è scatenato sul Monte Bollettone, una delle montagne più importanti del Triangolo lariano e tra le più note fra gli escursionisti (la sua vetta a 1.317 metri è facilmente raggiungibile).

Per domare le fiamme sono subito intervenuti i vigili del fuoco dai distaccamenti di Erba e Canzo. Da Genova ieri si è alzato in volo anche l’aereo Canadair, che ha effettuato per ore la spola tra il Primo Bacino e il fronte del fuoco. Nel pomeriggio sono rimasti venti vigili del fuoco con due mezzi da Cantù oltre ai numerosi volontari per il servizio di prevenzione a causa del vento.

«L’incendio dopo l’intervento è regredito notevolmente – spiega il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Mario Abate – Sono stati impegnati due autobotti, tre automezzi per incendi boschivi, oltre al Canadair». Le valutazioni sulle cause del rogo sono naturalmente in corso. L’ipotesi che tutto sia nato a causa di qualche fuoco acceso all’aperto per liberarsi di fogliame o altro e del vento, che ha poi alimentato le fiamme, pare la più probabile.

Anche perché oltre al Bolettone si sono registrati alcuni incendi anche in Altolago, tra Dongo e Garzeno, con un numero straordinario di uomini e mezzi impegnati. Proprio nei giorni scorsi la Regione Lombardia aveva lanciato in un comunicato l’allarme sul rischio concreto di incendi, favorito proprio dalle condizioni climatiche di questi giorni.

Le ultime ore per i pompieri sono state decisamente impegnative, con una serie di interventi: l’incendio del tetto di una casa a Dongo, lo stesso problema in una abitazione di Colverde e, da una parte all’altra della provincia, il rogo per una canna fumaria a Rovellasca. Ieri si è verificato anche un infortunio sul lavoro all’interno di un’azienda di Merone. Una persona è rimasta incastrata con un piede sotto un carico. «Per noi è la quotidianità. Purtroppo, soprattutto nei weekend – conclude il comandante Abate – non mancano mai anche gli incidenti stradali. E quando interveniamo noi vuol dire che c’è qualcuno da liberare dalle lamiere»

 

 

 

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