Inchiesta-bis sul cantiere delle paratie, domani due sindaci in tribunale
Cronaca, Territorio

Inchiesta-bis sul cantiere delle paratie, domani due sindaci in tribunale

L’inchiesta-bis legata alla vicenda paratie approda domani in tribunale per l’udienza preliminare davanti al gip Carlo Cecchetti. Dieci gli indagati per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio, tra i quali l’attuale sindaco Mario Lucini e il predecessore Stefano Bruni. Il dibattimento per la prima inchiesta, già in corso, proseguirà invece il prossimo 11 maggio ed è possibile che i due filoni di indagine, entrambi coordinati dal sostituto procuratore Pasquale Addesso, siano poi unificati in caso di eventuale rinvio a giudizio.

L’udienza preliminare per la cosiddetta inchiesta-bis era stata fissata per il 12 aprile scorso, ma è slittata a domani per uno sciopero degli avvocati. Il 6 marzo scorso, il pubblico ministero aveva chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli indagati. In questo secondo fascicolo legato a presunte irregolarità nella gestione del cantiere delle paratie, le ipotesi di reato sono molteplici e riguardano diverse fasi dei lavori infiniti del lungolago.

Stefano Bruni

Nel mirino della Procura sono finiti in particolare il procedimento di approvazione della terza variante, quella votata dalla giunta di Mario Lucini, ma anche presunti reati paesaggistici ed edilizi che fanno riferimento invece all’ex sindaco Stefano Bruni. Tra gli indagati, oltre ai due sindaci già citati, figurano l’avvocato del Comune Maria Antonietta Marciano, gli imprenditori Gloria Bianchi e Virgilio Anselmo e il direttore del cantiere Graziano Maggio. A questi si aggiungono infine quattro persone già coinvolte anche nel primo capitolo dell’inchiesta, ovvero i dirigenti di Palazzo Cernezzi Antonio Ferro, Pietro Gilardoni, Antonella Petrocelli e Antonio Viola.

Mario Lucini

Dopo l’udienza di domani, il Comune di Como dovrà decidere se costituirsi parte civile. Se lo facesse, come peraltro già avvenuto nell’ambito della prima inchiesta, sarebbe contro lo stesso sindaco. «La giunta comunale nella seduta del 29 marzo scorso stabilì di rinviare la decisione sulla costituzione come parte civile a un momento immediatamente successivo alla udienza preliminare e comunque in tempo utile potendo la costituzione avvenire fino all’eventuale dibattimento avanti il tribunale collegiale – precisa l’assessore alla Legalità Marcello Iantorno – L’esito dell’udienza preliminare consente una valida e più completa costituzione del rapporto processuale senza alcun pregiudizio per gli interessi patrimoniali e non patrimoniali del Comune».

Anna Campaniello

19 Aprile 2017

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