Inchiesta sulle auto blu di Carioni: l’ipotesi di reato è il peculato

Al momento non ci sono iscrizioni sul registro degli indagati. Nei giorni scorsi doppio blitz della guardia di finanza negli uffici di Villa Saporiti
Primo punto fermo nel fascicolo aperto in procura a Como sugli spostamenti del presidente della Provincia
Primo punto fermo nell’inchiesta aperta dalla Procura lariana sull’utilizzo dell’auto blu da parte del presidente della Provincia di Como, Leonardo Carioni. Il pubblico ministero Massimo Astori, cui è stato affidato il fascicolo d’indagine, ha infatti ipotizzato il reato di peculato, collegato evidentemente al presunto uso eccessivo (in termini di chilometraggi) delle auto affidate dall’ente al suo presidente.
Tuttavia, al momento non compaiono nomi scritti sul registro degli indagati
del sostituto procuratore.
La vicenda delle auto blu del presidente Carioni è esplosa una decina di giorni fa quando la guardia di finanza fece irruzione alle 9 della mattina negli uffici di Villa Saporiti per poi trattenersi una intera giornata. Un blitz con lo scopo di recuperare più documenti possibili proprio in relazione agli spostamenti del presidente Carioni effettuati con le auto blu.
Per questi furono sentiti i suoi autisti e per questo, qualche giorno dopo, vennero anche acquisiti i dati contenuti nei navigatori satellitari delle vetture. Un passaggio, quest’ultimo, reso fondamentale dall’assenza del registro degli spostamenti (con le motivazioni degli stessi) effettuati dal presidente per impegni istituzionali. Insomma, il sospetto della Procura lariana, che ora come detto indaga per peculato, è che quei 35mila chilometri effettuati in dodici mesi siano decisamente eccessivi e proprio per questo si sta cercando di ricostruire con precisione sia gli spostamenti, sia i motivi alla base dei viaggi di rappresentanza. Una inchiesta che si preannuncia lunga.

Marco Romualdi

Nella foto:
Giorni agitati per il presidente di Villa Saporiti, Leonardo Carioni

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