Inchiesta tangenti, in tre parlano davanti al Gip. Colombo e Secchi hanno chiesto i domiciliari

Palazzo di giustizia, tribunale di Como (via Cesare Battisti)

Tre nuovi interrogatori ieri tra i dodici indagati arrestati martedì scorso nell’ambito dell’inchiesta per le presunte tangenti ai funzionari dell’Agenzia delle Entrate. Si tratta di tre persone che hanno ottenuto la misura degli arresti domiciliari.
Davanti al giudice delle indagini preliminari, Maria Luisa Lo Gatto, tutti gli indagati chiamati ieri in Tribunale hanno deciso di rispondere alle domande. Sono sfilati dal Gip, Gabriella Terenghi, 70 anni di Faggeto Lario, Raffaele La Gamba, 59 anni, di Como, entrambi difesi dall’avvocato Edoardo Pacia e Franco Luraschi, 50 anni di Appiano Gentile, difeso dallo stesso Pacia e dalla collega Federica Califano.
«Hanno risposto alle domande – sottolinea Pacia – hanno fornito spiegazioni molto dettagliate su tutti gli episodi per inquadrare più ampiamente la situazione e valutare le eventuali ricadute giuridiche». Al momento, come era già accaduto per gli altri indagati ai domiciliari che sono stati interrogati la scorsa settimana – l’ex funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Como Roberto Santaniello, l’avvocato Niva Matteri e il commercialista Dino Leoni – non è stata presentata alcuna istanza.
I due indagati che sono in carcere al Bassone invece, Roberto Colombo e Simona Secchi, dopo gli interrogatori, tramite i legali hanno chiesto i domiciliari. È attesa la risposta del giudice.

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