Incidente causato dal ghiaccio: chiede 20mila euro alla Provincia
Cronaca

Incidente causato dal ghiaccio: chiede 20mila euro alla Provincia

Il tribunale di Como

Inverno, le cinque della mattina, la strada ghiacciata e la rotonda da affrontare. L’auto perde aderenza, urta un cordolo, si ribalta su un fianco e lì rimane, con la conducente ferita all’interno e i soccorsi in arrivo per il trasporto in ospedale. Era il 6 febbraio 2013 sulla provinciale 23 che da Olgiate Comasco conduce a Bizzarone. Altre sei vetture in quello stesso punto e in quella stessa ora finirono fuori strada, con conseguenze meno serie. Ora la donna che era al volante – una 44enne di Faloppio – chiede i danni per quanto avvenuto e chiama in causa, davanti al giudice civile di Como, l’amministrazione provinciale, rea a suo dire di non aver saputo mantenere la strada – che era di sua competenza – in modo che ne consentisse il transito in sicurezza.

L’appuntamento al palazzo di giustizia di Como è stato fissato per il 20 settembre. L’atto di citazione è stato firmato dall’avvocato dell’automobilista, Fabio Gualdi. La signora, che era al volante di una Panda Cross, aveva regolarmente montato le gomme da neve, che tuttavia contro il ghiaccio possono poco. E la presenza del ghiaccio lungo la strada provinciale fu testimoniata («in maniera consistente») anche dai carabinieri, che intervennero sul posto dopo gli incidenti a catena. Quantificata anche la richiesta di danni, per un totale superiore ai 20mila euro comprensivo dei danni all’auto (quantificati in 8 mila euro), ma anche dei danni biologici, morali e per le spese mediche sostenute per le cure e le successive terapie.

Villa Saporiti, sede della Provincia di Como

L’avvocato dell’automobilista ha anche citato due sentenze simili in cui la Provincia fu chiamata a risarcire le vittime in quanto, secondo i giudici, la «presenza di ghiaccio sulle strade» in inverno «non può considerarsi elemento eccezionale». Dunque, le strade dovevano essere mantenute pulite con mezzi spargisale e quant’altro. Questa, almeno, è la posizione della signora di Faloppio, che imputa alla Provincia di Como «l’esclusiva responsabilità» dell’accaduto. Villa Saporiti avrà però la possibilità di controbattere e sostenere le proprie tesi davanti al giudice nell’appuntamento fissato in settembre.

9 aprile 2017

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