Incidente nautico mortale a Lenno: istanza respinta, la turista belga resta ai domiciliari

Incidente mortale tra due barche nel lago di fronte a Lenno (Como)

Dal 25 giugno è ai domiciliari, nella casa di famiglia a Lenno, per l’incidente nautico avvenuto sul Lago di Como, davanti alla punta di Balbianello, in cui aveva perso la vita Luca Fusi, 22enne di Guanzate. E la 20enne belga che era al volante del motoscafo Master Craft da cinque metri protagonista dell’accaduto per aver travolto il natante su cui si trovava la vittima in compagnia di due amici (rimasti feriti), ai domiciliari continuerà a stare.

È questa la decisione presa dal giudice di Como Andrea Giudici, in merito alla nuova istanza che era stata presentata dalla difesa della ragazza. Istanza di attenuazione della misura di custodia cautelare, che aveva ricevuto anche il parere negativo della Procura.

La difesa della turista belga si era basata sul fatto che il consulente della pm Antonia Pavan, l’ingegner Massimo Bardazza – già più volte attivo in provincia di Como (a partire dalla strage di Erba, ma incaricato in quasi tutti i principali fatti di cronaca nazionale come le stragi di Viareggio e Linate) – aveva nel frattempo depositato le proprie conclusioni nel fascicolo della Procura. Secondo i legali della giovane belga, dunque, non sussisteva più il rischio dell’inquinamento probatorio essendo in sostanza le indagini ormai avviate alla conclusione.

Il rigetto è però arrivato in quanto sussiste ancora – a parere del giudice – un secondo elemento, quello del rischio di reiterazione del reato vista – come scrivevano i giudici già in una precedente fare – «l’indole particolarmente imprudente dell’indagata». Insomma, istanza respinta e domiciliari che proseguono, anche se ormai l’inchiesta si avvierebbe alla conclusione.

L’incidente nautico risale a venerdì 25 giugno davanti alla punta di Balbianello. La potente barca condotta dalla 20enne, con undici amici a bordo (un numero troppo elevato e non consentito) travolse il motoscafo dei tre amici comaschi, passandogli letteralmente sopra e colpendo a morte con scafo ed eliche il povero Luca Fusi. Nell’impatto rimasero feriti anche i due amici: uno fece in tempo a lanciarsi in acqua, mentre il secondo si accovacciò all’interno della barca, avvisato in tempo proprio dalla vittima.

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