Incidenti di Como-Varese. L’interrogazione: «Il Comune chieda i danni»
Cronaca, Politica

Incidenti di Como-Varese. L’interrogazione: «Il Comune chieda i danni»

La reazione del sindaco di Como, Mario Landriscina è stata dura e immediata: «Mai più una simile situazione e pene severe per chi si è reso responsabile» ha detto domenica.
Al sindaco fa eco l’assessore allo Sport, Marco Galli, che era allo stadio.
«Spiace per la città e per lo sport – ha detto – Al di là della categoria, non ha senso trattare così un territorio per una partita. Mi spiace anche per la proprietà che sta facendo di tutto per portare le famiglie allo stadio. Questi episodi allontanano tutti dal calcio».
Galli si congratula con il questore De Angelis, che ha evitato il peggio. Poi attacca l’Osservatorio del Ministero.
«Lo sapevano anche i sassi che era una partita rischio – ha concluso – Il campanile e i vecchi rancori non possono però giustificare la violenza, in nessuna categoria».

Sulla strada i segni degli scontri

«Da molto tempo il valore educativo del calcio è scomparso e ciò che viene trasmesso dal mondo calcistico è specchio fedele del nostro imbarbarimento» dice l’ex assessore Nini Binda, figlio di un grande presidente del Como e lui stesso socio in passato della società lariana.
«Quanto successo domenica per la partita col Varese, riporta la nostra città a una dimensione che ho vissuto in prima persona quando ero assessore – ricorda Binda – In serie B quello che è accaduto in città domenica succedeva una domenica sì e una no. Un problema enorme». Binda fece allestire tre autobus con vetri blindati per il trasporto degli ultras. Un provvedimento che riuscì a normalizzare la situazione, «anche grazie al supporto della polizia locale e dei suoi dirigenti, Graziani e Nardone» ricorda Binda. Una soluzione che potrebbe essere riproposta.

I tifosi azzurri dispersi con i lacrimogeni I tifosi azzurri dispersi con i lacrimogeni

Il capogruppo di Rapinese Sindaco, Alessandro Rapinese ieri ha portato la questione sui banchi del consiglio comunale. In un’interrogazione chiede che il Comune di Como si costituisca parte civile e chieda i danni ai responsabili della guerriglia.
«Sono un tifoso e uno sportivo – dice – Ma i responsabili vanno puniti selvaggiamente. Non si tratta di persone civili e non è giusto che una città e tutti i turisti che c’erano ieri paghino per loro. Se vogliono picchiarsi – commenta Rapinese – che affittino un ring, una palestra, un prato. Si mettano d’accordo e se le diano di santa ragione. Possono fare anche un gruppo sui social “Rissa Como-Varese” chi vuole si iscrive, ma tutta una città non può pagare per simili personaggi».

16 gennaio 2018

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Redazione Corriere di Como

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