Verrà processato il prossimo 1° ottobre con il rito Abbreviato, il 51enne egiziano residente a Fenegrò finito sul registro degli indagati della Procura di Milano – e arrestato in gennaio dalla Digos – in quanto accusato di associazione con finalità di terrorismo.
Stessa accusa che era stata mossa anche al figlio che tuttavia non era mai stato arrestato, proprio perché si sospetta possa ancora essere in Siria a combattere come foreign fighter. Secondo la tesi dell’accusa, il 51enne avrebbe agevolato l’avventura del figlio 23enne, mantenendolo con invii di denaro mensili di circa 200 euro. Nelle mani della Digos era finito anche un vero e proprio proclama – intercettato il 24 ottobre 2017 – inviato al padre del ragazzo da uno dei comandanti della brigata dove era arruolato il figlio.
Un testo rivolto ai giovani musulmani per invogliarli all’arruolamento: «A voi militanti che vi trovate nelle linee di retroguardia… oggi è il vostro giorno, nel far vedere a Dio il bene insito in voi. Iddio altissimo vi sta chiamando per uscire a fare la jihad… Non è possibile non accogliere il richiamo della jihad… Dai, alzatevi».
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