Incognita Politeama

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Palcoscenici storici – Mentre a Varese si punta sul recupero di un’ex caserma con un apposito accordo di programma, rimane incerto il futuro dell’ex Cineteatro comasco

I termini di paragone sono diversi sul piano urbanistico. Ma forse c’è da aprire un caso. Como e Varese, un tempo unite in una stessa provincia, si dimostrano a due velocità sul terreno delle strutture da destinare allo spettacolo. Da un lato c’è la città giardino. Dove è partito con la benedizione del Pirellone l’accordo di programma tra Comune e Provincia, da definire entro il prossimo mese, per la riqualificazione dell’ex Caserma Garibaldi e di piazza Repubblica. L’ex caserma così

diventerà il polo culturale di Varese e di fatto il nuovo teatro della città. L’impegno per la Regione sarà di quindici milioni di euro, a copertura di una buona fetta di intervento.
E a Como? Tra le varie magagne che la città lariana deve quotidianamente mettere in conto (paratie e Ticosa in primis) c’è il futuro dell’ex Cineteatro Politeama di piazza Cacciatori delle Alpi, inaugurato nel 1910 e struttura pionieristica nell’uso del cemento armato, fermo quasi da un decennio e in preda al degrado.
Un monumento che secondo calcoli prudenziali richiede per tornare a essere operativo sia come palcoscenico sia come contesto ricettivo per il commercio e per il turismo un investimento importante anche se ridotto rispetto a quello varesino: 5-8 milioni di euro a essere realistici.
Perché, si chiederà l’uomo della strada e noi con lui, Varese ride e Como piange su questo versante? «Non siamo al palo – risponde l’assessore al Patrimonio di Palazzo Cernezzi, Marcello Iantorno – Dopo aver completato la pulizia dell’immobile che era stato ridotto a un indicibile immondezzaio, ora la Società Politeama avvia la fase di raccolta di idee e proposte che naturalmente richiederanno studi preliminari e l’individuazione delle modalità per la valorizzazione di questo importante immobile».
Che non è l’unico in città per fortuna destinato allo spettacolo, come ha fatto credere il film di Paolo Virzì “Il capitale umano” uscito lo scorso mese. «Como, città ricchissima, esprime il degrado della cultura con quel suo unico teatro chiuso», aveva detto il regista livornese presentando il suo nuovo film che ora è approdato anche in Canton Ticino. Contesto territoriale – il caso del Cinema Teatro di Chiasso insegna – che ha dimostrato di saper restaurare i palcoscenici storici. Il film di Virzì ha il merito di avere acceso i riflettori sul Politeama dato che il set è stato ospitato sia all’esterno che all’interno della struttura. «Noi cercavamo un teatro chiuso e il Politeama era perfetto per contestualizzare una parte della storia. Detto questo, è sempre un peccato che un teatro resti chiuso, e il fatto che il Politeama non possa ancora riaprire rappresenta un degrado culturale per tutto il Paese, non certo solo per Como». Così Virzì si è spiegato all’uscita del film in un incontro con la stampa alla Terrazza Martini di Milano.
Al di là di quanto suggerisce il film di Paolo Virzì, che è comunque opera di fantasia, rimane da risolvere l’incognita molto concreta di un monumento vincolato dalla Soprintendenza (con decreto del 12 ottobre 1987) e di cui la città di Como deve ancora precisare il destino. Una vicenda intricatissima, tuttora, quella che potrebbe portare alla rinascita della sala che fu per più di mezzo secolo la seconda in città e dotata per di più di ristorante e albergo. Prima, il Comune che ha ricevuto il Politeama in eredità dall’ultimo proprietario deve risolvere la questione delle quote residue della Società Politeama ancora in mano ai privati, il 15%. Amministratore unico della Società Politeama è Andrea Passarelli, presidente dei Commercialisti lariani e revisore dei conti dei Palchettisti proprietari del Teatro Sociale. E non è escluso che proprio dai Palchettisti possa venire, in concorso con altre realtà culturali come la “Famiglia Comasca”, uno sprone concreto per risolvere il dilemma.

Nella foto:
A sinistra, Fabrizio Bentivoglio e Valeria Bruni Tedeschi sul set del film di Paolo Virzì all’interno dell’ex Cineteatro “Politeama”. Sotto, la struttura di piazza Cacciatori delle Alpi in una cartolina d’epoca

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