Incombe Pesaro: per Cantù Vigilia e Natale in palestra

In palestra sia oggi che domani. Con il turno casalingo contro Pesaro fissato per il giorno 26 (PalaDesio alle ore 20.45) la Pallacanestro Cantù dovrà per forza lavorare al centro Caimi sia alla Vigilia che a Natale.
Nel mirino, come detto, la gara contro Pesaro, una sfida tra due formazioni di grande tradizione, una gara che tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 era di vertice. Erano i tempi in cui i marchigiani schieravano elementi del calibro di Darwin Cook e Darren Daye e l’allenatore era Valerio Bianchini.
«In quel periodo – sottolinea l’allenatore di Cantù, Marco Sodini – il basket italiano era fra i più ricchi d’Europa e le nostre squadre erano sempre protagoniste nelle competizioni continentali. Oggi in Eurolega c’è soltanto Milano».
Altri tempi, appunto. Il 26 si confronteranno la rivelazione del campionato Cantù, una squadra che ha iniziato la sua avventura tra mille traversie societarie e una formazione, Pesaro, che in questo torneo punta alla salvezza e a nulla più.
I brianzoli, anche se non sono quelli dei fasti del passato, possono aspirare alla conquista delle Final Eight di Coppa Italia, visto che sono settimi e si qualificano le prime otto al termine del girone di andata: mancano quattro sfide e la Red October è attesa da interlocutori che hanno gli stessi punti o che sono più indietro in classifica. Nella sostanza, match abbordabili. In caso di qualificazione a Firenze, sede delle Final Eight, tornerebbe sulle maglie lo sponsor “Mia”.
Ma soprattutto il dato positivo di questi ultimi giorni viene proprio dal fronte societario. Nelle ultime ore è stato ratificato il contratto con l’assistente Giuseppe “Pino” di Paolo, che presto potrà essere in panchina a fianco di Marco Sodini.
È questo è un segnale importante, visto che è un nuovo tassello nel processo di normalizzazione che la dirigenza, con l’amministratore unico in pectore Andrea Mauri, sta portando avanti dopo mesi di tempesta.
Le ultime scadenze economiche imposte dalla Federbasket sono state rispettate e – da quanto è trapelato – anche una serie di fornitori e collaboratori che reclamavano pagamenti sono stati soddisfatti. La stessa Irina Gerasimenko, dopo una fase in cui avrebbe voluto mollare tutto, avrebbe ritrovato l’entusiasmo di un tempo. Segnali che possono indurre a un cauto ottimismo.

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