Incontenibile Gerasimenko: “A Cantù grazie a… Adriano Celentano”

Dmitry Gerasimenko nella sala stampa del palasport Pianella Dmitry Gerasimenko nella sala stampa del palasport Pianella

«Come ho conosciuto Cantù? Grazie ad Adriano Celentano, che giocava a basket in una scena del film Il bisbetico domato».
Dmitry Gerasimenko si presenta con questa battuta ai giornalisti che affollano la piccola sala stampa del Pianella.
Per il nuovo proprietario della Pallacanestro Cantù ieri è stata la prima conferenza ufficiale dopo l’acquisto della maggioranza della storica società brianzola. In teoria doveva essere la presentazione del nuovo acquisto Walter Hodge, in realtà a tenere banco è stato proprio Dmitry Gerasimenko.
Al suo fianco il presidente Anna Cremascoli, che si è limitata a poche parole di saluto. A tenere banco è stato Gerasimenko, in una atmosfera che più che da primo giorno di scuola era da sessione di interrogazioni, quando si ha paura di farsi notare troppo o di commettere qualche passo falso. Almeno per quanto riguarda lo staff societario presente. Per tutti gli altri interlocutori c’era la curiosità di scoprire il personaggio, che non ha negato battute e ha parlato chiaro: «Non voglio sentire parlare di salvezza (l’obiettivo dichiarato da tutti all’inizio di questa stagione, ndr). Io porto una mentalità vincente e tutti devono avere obiettivi ambiziosi. Guai ad avere una mentalità perdente». Che il patron ha tracciato per questa e la prossima stagione: «Nel torneo 2015-2016 bisogna entrare nei playoff, il prossimo anno nell’Eurocup, che sarà riservata a un selezionato gruppo di 24 squadre».
Quello della voglia di vincere e della mentalità è stato un tema su cui Gerasimenko ha insistito. Anche perché le cronache raccontano delle sue sfuriate in occasione di sconfitte della squadra russa dell’Ottobre Rosso, di cui è fondatore, proprietario e giocatore. «Cosa mi è piaciuto di Cantù finora? L’amore che la gente ha per il basket. Mi ha colpito la passione dei tifosi. E il mio obiettivo è di coinvolgere sempre più persone. L’obiettivo di fare il meglio possibile, senza promesse. In Asia, dove sono nato, è tradizione che gli uomini, prima di sposarsi, facciano un sacco di promesse che poi non mantengono. Un po’ come i politici. Ecco… preferisco evitare. Dico solo che questa squadra non deve pensare da perdente, ma deve guardare in alto: ho visto altre formazioni; non sono più forti di noi».
Nessuna dichiarazione sul progetto del nuovo palazzetto, che lo vede impegnato in prima persona: «Non mi sembra il caso, in questa fase mi interessa soltanto che la squadra migliori». Una battuta su Hodge: «Speriamo si inserisca al meglio e sappia trovare al più presto la connessione con i compagni». E un confronto tra i campionati russo e italiano: «Sono organizzati e strutturati in maniera completamente differente. Posso dire che qui mi piacciono i palazzetti pieni, la passione che mette il pubblico». Non poteva mancare una domanda, infine, sul fatto che lui si diletta a giocare. «Visto che me lo avete chiesto, al prossimo allenamento mi presenterò a fare qualche tiro», ha concluso sorridendo.
Per quanto riguarda il play Hodge, il nuovo acquisto è arrivato l’altro ieri in Italia e ha fatto da spettatore alla partita vinta dai brianzoli contro gli svedesi del Boras (match di Fiba Europe Cup), con la squadra di coach Fabio Corbani che con un secco 94-72 ha ribaltato a suo favore la differenza canestri. Da lui parole di circostanza: «Cercherò di ambientarmi al più presto in un team che mi è subito piaciuto e che ha buoni sincronismi». E non poteva mancare la chiosa dell’incontenibile Gerasimenko: «Guardate la sua mano: non ha anelli al dito. Non è sposato: conto di incrementare la presenza di donne single sugli spalti fin dal prossimo incontro».
Massimo Moscardi

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