Cronaca

Indagati per il delitto di Guanzate. Scelgono il silenzio davanti al gip

altUn solo arrestato si limita a poche parole per chiarire «alcuni aspetti dell’ordinanza». L’omicidio a giugno
(m.pv.) Scelgono la via del silenzio gli arrestati dalla Procura di Como con l’accusa di aver sequestrato e ucciso barbaramente Ernesto Albanese. Le uniche (poche) parole sono giunte da Rodolfo Locatelli, 39enne di Guanzate, che assistito dall’avvocato Pietro Mario Vimercati, ha risposto ma solo (stando a quanto riferito dal legale) «per fornire precisazioni in merito ad alcuni aspetti che lo coinvolgono». Ovvero, aggiungiamo noi, presumibilmente sul ruolo avuto nel delitto.

Per il pubblico ministero Massimo Astori fu infatti Locatelli quello che, la sera dell’8 giugno, andò a prelevare con la forza dal piazzale della chiesa di Bulgorello la vittima Ernesto Albanese. E fu sempre Locatelli che impugnò il telefonino per fare luce nel punto in cui avvenne l’omicidio, nei boschi di Guanzate, a pochi passi da casa sua. Può dunque essere che il 39enne abbia voluto precisare alcune cose riguardo a ciò che gli viene addebitato. Gli altri arrestati hanno invece scelto la via del silenzio, avvalendosi della facoltà di non rispondere alle domande del giudice delle indagini preliminari firmatario dell’ordinanza, Ferdinando Buatier de Mongeot.
In cella con l’accusa di omicidio sono finiti i fratelli Andrea e Filippo Internicola di Lurago Marinone (rispettivamente di 46 e 42 anni, assistiti da Sara Volonterio e Francesca Bianchi), Francesco Virgato di Appiano Gentile (43 anni, difeso da Ivan Colciago e Francesca Binaghi) e Luciano Nocera (46enne di Lurate Caccivio). Ma si è avvalso della facoltà di non rispondere pure Silvano Melillo (55 anni di Fino Mornasco, rappresentato dal legale Daniela Danieli).
A quest’ultimo non viene contestato il delitto, ma un ruolo nel nascondere il cadavere di Ernesto Albanese.
Sarebbe infatti stato lui, uomo di fiducia di Nocera, a scavare la buca nel giardino della casa di via Patrioti a Guanzate dove il corpo è stato poi rinvenuto dagli uomini della squadra mobile di Como che stavano lavorando al delitto. Oggi intanto il pubblico ministero Massimo Astori dovrebbe affidare l’incarico per l’autopsia al Labanof di Milano (ovvero il laboratorio di antropologia e odontologia forense) già attivo in questo caso con gli scrupolosi rilievi effettuati a Guanzate nelle delicate ore del recupero della salma. Presumibilmente, la Procura dovrebbe chiedere di individuare le ferite mortali e di ricostruire – per quanto possibile, visto lo stato di decomposizione del corpo – la sequenza e il numero dei colpi inferti ad Albanese. Questo per riscontrare quanto ipotizzato fino ad ora dall’accusa: ovvero che a uccidere fu un solo coltello passato di mano in mano tra i presenti (Andrea Internicola, Nocera e Virgato) mentre Locatelli illuminava la zona con il telefonino.

Nella foto:
Proseguono le indagini
Verrà affidato oggi l’incarico per autopsia sul corpo della vittima, Ernesto Albanese. Esame che verrà effettuato dal Labanof di Milano Nelle foto, la buca dove è stato recuperato il corpo
30 ottobre 2014

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