Indagine CNA: nel 2020 crollo del 66% per il turismo e -54% per la moda

Como in quarantena (coronavirus), strade e piazze deserte, piazza Cavour

Circa il 95% delle imprese che hanno presentato domanda per il credito è ancora in attesa di una risposta

Ricavi quasi dimezzati nel 2020 con il turismo che prevede una contrazione del 66,3% e con 7 imprese su 10 che hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali. Sono i principali risultati della rilevazione effettuata dalla CNA su un campione di circa 14mila imprese italiane e che fotografa una crisi senza precedenti. Alla rilevazione si sono aggiunti i giudizi, in prevalenza negativi, sui provvedimenti finora adottati dal Governo per contrastare la crisi provocata dalla pandemia. La sicurezza è tra gli investimenti ritenuti prioritari (indicata dal 77,9% del campione) soprattutto nel segmento dei servizi alla persona.

Per l’anno in corso si stima un crollo del fatturato del 42% rispetto al 2019 con alcuni comparti che prevedono un giro d’affari più che dimezzato. Si registra un -56,7% per la moda e -54% per il commercio. La flessione “più contenuta” è per i servizi alle imprese (-40%). L’indagine effettuata dalla CNA indica il giudizio delle imprese su come è stata affrontata la prima fase dell’emergenza e gli orientamenti con il parziale allentamento delle restrizioni. Sui provvedimenti finora varati dal Governo a favore dell’economia, in particolare sul tema del credito e liquidità, oltre il 70% esprime un giudizio molto negativo contro il 14,6% delle risposte positive. Circa il 95% delle imprese che hanno presentato domanda per il credito è ancora in attesa di una risposta.

Soltanto per la moratoria sui finanziamenti e per gli ammortizzatori sociali il 30% del campione ha espresso apprezzamento per le misure realizzate. Un’impresa su due ha fatto ricorso alla sospensione dei versamenti fiscali e contributivi e solo il 50% delle imprese che hanno presentato domanda per la moratoria sui finanziamenti ha ricevuto risposta positiva. “Un amaro paradosso assolutamente illogico – registra l’indagine di CNA – che le imprese operanti nei settori sottoposti da subito al lockdown e con ricavi azzerati, non abbiano potuto beneficiare della sospensione”. Infatti ha interessato solo il 65,9% del turismo, il 63,4% dei servizi per la persona, il 58,2% del commercio e il 53% della moda. La paralisi del sistema economico ha fatto esplodere il ricorso agli ammortizzatori sociali che ha riguardato il 69,3% delle imprese con dipendenti (il 51% per sospensione a zero ore). Il maggiore utilizzo si registra nel manifatturiero, a partire dalla moda (78,9%), produzione (78,6%), legno e arredo (78,4%) e servizi alla persona (77,5%). Tra gli imprenditori intervistati, accanto al comprensibile pessimismo sulle prospettive emerge un forte senso di responsabilità e una visione chiara sul rilancio. Tra gli investimenti prioritari la sicurezza è indicata dal 77,9% del campione e supera l’80% nel segmento servizi alla persona.

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