Indagine partita da un’inchiesta avviata mesi fa dopo una rapina

(a.cam.) Il primo capitolo è stato l’interrogatorio davanti al gip, terminato con la convalida della custodia cautelare in carcere per i 3 comaschi arrestati con l’accusa di essere i responsabili di una rapina all’ortofrutta di Binago del luglio di quest’anno e di un sequestro di persona a Cirimido, il 27 agosto scorso.
Proprio da questa inchiesta sarebbe partita l’indagine che ha portato alla scoperta del cadavere sepolto nel giardino di una villetta in ristrutturazione a Guanzate. Al momento, non c’è alcun collegamento ufficiale tra i due fascicoli, ma è già emerso un primo elemento che lega i tre arrestati – i fratelli Andrea e Filippo Internicola, 46 e 42 anni, di Lurago Marinone, e Rodolfo Locatelli, 39enne di Guanzate – al giallo dell’omicidio di via Patrioti. Il terreno nel quale è stato ritrovato il cadavere era stato infatti acquistato da Internicola e poi ceduto a Locatelli.
Ieri, nell’interrogatorio di convalida, non è stato fatto alcun riferimento al giallo di Guanzate. Davanti al giudice Francesco Angiolini, Rodolfo Locatelli – difeso dall’avvocato Pietro Mario Vimercati – e Andrea Internicola – difeso da Francesca Bianchi – si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Ha chiesto di parlare, invece, ma soltanto per fare alcune precisazioni, Filippo Internicola, assistito dall’avvocato Sara Volonterio. Quest’ultimo è accusato del sequestro di persona e non della rapina all’ortofrutta di Binago, un colpo che fruttò 7.800 euro.
Le indagini sulla rapina si erano concentrate sui 3 uomini, ora rinchiusi in carcere al Bassone. Nell’ambito dell’inchiesta, gli inquirenti avevano predisposto una serie di intercettazioni telefoniche. Proprio ascoltando alcune conversazioni, gli agenti della Questura avrebbero colto elementi legati a un altro fascicolo, quello sulla scomparsa di Ernesto Albanese, 33 anni di Fino Mornasco, un altro nome noto alle forze dell’ordine.
Il corpo recuperato a Guanzate, secondo gli inquirenti, sarebbe proprio quello di Ernesto Albanese. A questo punto, l’indagine è destinata a sviluppi importanti e potrebbe ampliarsi notevolmente fino a comprendere altri episodi ancora da chiarire avvenuti in zona. In primis, la sparatoria del 19 settembre ad Appiano Gentile.

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