Indice di sportività: la provincia di Como al 57° posto in Italia

Pallone calcio

Cosa rende una provincia “sportiva”? Uno strumento utile per cercare di rispondere a questa domanda è l’indice di sportività che ogni anno viene elaborato dal “Sole 24 Ore”. E così si scopre che Como è al 57esimo posto su 110 realtà, in peggioramento rispetto al passato. Mentre la provincia di Lecco si piazza addirittura al sesto posto generale.
Va detto che a formare questo strumento di valutazione concorrono 50 parametri che vanno dalla diffusione e dalla qualità dello sport, alla presenza di strutture adeguate, al numero di tesserati Coni fino alla presenza – solo per citare alcuni indicatori – di atleti che si sono distinti nelle competizioni di maggior prestigio.
Ma questa discesa in graduatoria – analizzando i diversi elementi che concorrono a formare l’indice di sportività – riserva anche buone notizie.
Negli sport dell’acqua (canottaggio, sci nautico, vela, canoa), ad esempio, Como è in quarta posizione mentre è al 5 posto nella graduatoria specializzata negli sport paralimpici.
Queste le buone notizie. Peggiora invece la situazione quando si analizza la classifica riservata agli sport di squadra dove il territorio è in 30esima posizione, si sprofonda nel settore sport individuali (57esimo gradino) e nel rapporto tra sport e società (dove si analizzano gli aspetti non agonistici delle attività sportive), Como è invece al 35esimo posto.
A livello lombardo meglio di Como nella classifica generale si piazzano, come detto, il territorio di Lecco con un ottimo sesto posto, Brescia in 13esima posizione, Milano 19esima, Varese 22esima, Bergamo subito dietro, Cremona 31esima e Sondrio 46esima. Ultima in regione è la provincia di Lodi al 73esimo posto.
«Si tratta di studi importanti che vanno tenuti in considerazione. Soprattutto perchè fotografano le mutazioni di una realtà, quale è quella sportiva, nel corso degli anni – dice l’assessore allo Sport del Comune di Como, Marco Galli – E purtroppo la fotografia scattata è lo specchio della realtà».
A prescindere dai risultati agonistici delle diverse squadre e degli atleti comaschi, uno dei tasti dolenti – con un palaghiaccio a servizio ridotto e il palazzetto di Muggiò chiuso da anni – è rappresentato proprio dalla carenza di strutture idonee sul territorio. «La nostra idea è chiara: questo trend negativo va invertito subito guardando al futuro e ideando progetti di rilancio. Lo dico per Como anche se il concetto può essere esteso a tutto il territorio», dice Galli. Il riferimento immediato dell’assessore – come annunciato alcuni giorni fa sul Corriere di Como – prende spunto dal discorso del palazzetto del ghiaccio di Casate, che anche per la prossima stagione dovrà essere sottoposto a una serie di lavori di adeguamento (aprirà dal 1° ottobre al 31 marzo). Da qui l’idea di costruire una cittadella dello sport. Creando nell’area che vede già presente la piscina olimpionica, il campo Belvedere, il campo Coni e il tiro a segno, anche il palazzetto dello sport, al posto dell’attuale rudere e, appunto, il nuovo palaghiaccio. «Si tratta naturalmente di un lavoro complesso e a lunga scadenza ma che deve essere messo in cantiere il primo possibile», conclude l’assessore. Infine ritornando alla graduatoria del “Sole 24 ore”, va detto che a livello italiano sul podio si sono piazzate Livorno terza, Trento seconda e Trieste vincitrice.

Articoli correlati