Industria, aprile ha tradito le aspettative. Porro: «Prospettive comunque positive»

La sede di Unindustria Como

Aprile è stato il «mese della speranza», ha sottolineato Fabio Porro, presidente di Unindustria Como, per commentare l’andamento dell’economia manifatturiera comasca, che ha avuto risultati non in linea con quelli maggiormente positivi dei mesi precedenti.
Rispetto al mese di marzo si è assistito a una generale diminuzione delle performance aziendali in termini sia di fatturato che di ordini raccolti. Non mancano all’interno dell’indagine segnali positivi rispetto alla rilevazione di febbraio.
«A fronte di dati che mostrano un peggioramento del quadro economico rispetto al mese precedente – sottolinea il presidente di Unindustria Como – il nostro campione evidenzia ottimismo per le aspettative future. Nonostante la contrazione investa uno dei settori principali della nostra provincia, il tessile-abbigliamento, con dati che si ripercuotono sulla media in maniera determinante, l’auspicio è che i prossimi eventi fieristici mondiali possano invertire questa tendenza».
Secondo Porro gli imprenditori devono abituarsi a questi andamenti altalenanti che invece «andrebbero neutralizzati attraverso interventi di politica industriale capaci di ridare slancio alla domanda. Il piano Industria 4.0 – dice il presidente – è sicuramente uno strumento importante, ma non possiamo affidarci solo ad esso. Vogliamo vedere la concretizzazione di politiche fiscali capaci davvero di incentivare consumi e domanda – conclude Porro – come la riduzione del cuneo fiscale almeno per i nuovi assunti ma anche la semplificazione degli adempimenti burocratici che gravano sulle imprese rappresentando dei veri e propri costi indiretti che i nostri competitors esteri di certo hanno in misura molto inferiore».
Tornando ai numeri dell’indagine, l’andamento degli ordini interni in aprile rispetto a marzo è risultato in peggioramento per il 42,6% del campione, la stessa quota di aziende con ordini stabili.
Gli ordini esteri sono risultati costanti: più della metà delle aziende (54,5%) non ha rilevato variazioni. Il numero delle aziende che ha visto una diminuzione negli ordini dall’estero è invece risultata essere il 34,5% del campione. Questi dati si sono ripercossi sul fatturato delle imprese: oltre la metà del campione (52,8%) ha visto una diminuzione delle vendite di aprile rispetto a marzo, mentre solo il 17% delle aziende è riuscito a incrementare i ricavi. Tuttavia, le aspettative per le prossime settimane sono migliori rispetto a quelle registrate nella rilevazione di febbraio. Solo il 19,1% delle imprese ritiene che si assisterà a un ulteriore peggioramento della situazione, contro quasi un terzo del campione (32,4%) che ha manifestato ottimismo per le prospettive future. A sostegno di questo elemento vi è la dinamica degli ordini in portafoglio registrata in aprile. Il 17,9% delle imprese ha ordini programmati per oltre un trimestre, una quota in aumento significativo rispetto a quelle registrate nelle osservazioni precedenti, di poco superiori al 10%. Il 41,8% del campione ha invece ordini sufficienti a coprire la produzione di qualche mese.
Da segnalare come più del 40% delle imprese giudichi la propria situazione di liquidità in termini positivi, mentre solo il 27,4% del campione ritiene che possa essere migliorata.

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