Industria metalmeccanica, sul Lario la crisi è meno forte. Presentato a Milano il rapporto Fim Cisl

Industria metalmeccanica ancora in crisi in Lombardia Industria metalmeccanica ancora in crisi in Lombardia

Meno cassa integrazione e contratti di solidarietà ma anche una ripresa che stenta a decollare. È questo il quadro che emerge dai dati del 44.esimo rapporto della Fim Cisl Lombardia sulle aziende metalmeccaniche in crisi relativo al secondo semestre 2017.
Il rapporto è stato presentato ieri a Milano e ha disegnato un quadro in chiaroscuro.

In provincia di Como le aziende in crisi sono state infatti soltanto 11, per un totale di lavoratori coinvolti di poco superiore a 300 unità. In percentuale qualche decimale in più del 3%, numeri che collocano il territorio lariano tra i meno colpiti da questa nuova ondata di difficoltà.

Le province che hanno fatto segnare le situazioni peggiori, nel secondo semestre del 2017, sono state infatti Milano (34,10% del totale), Brescia (15,03%) e Varese (13,05%). Seguite da Monza e Brianza, Lecco e Cremona con percentuali , rispettivamente del 9,75, 8,78 e 5,05.

Dal report della Fim Cisl emerge una forte contrazione delle imprese coinvolte da situazioni di crisi: 323, in calo del 36,54% rispetto allo scorso semestre e del 47,22% rispetto allo stesso periodo del 2016.

Diminuisce, come detto, in modo significativo, il ricorso alla cassa integrazione ordinaria che coinvolge 263 aziende (-35,85% sul semestre precedente) e 6.847 lavoratori (-41,2%).

Più che dimezzato il ricorso alla mobilità che ha interessato soltanto 22 imprese (contro le 47 del semestre precedente) con una conseguente riduzione anche del numero di licenziamenti che si attestano a 393 (1.010 nel semestre precedente).
In provincia di Como i licenziamenti sono stati 18, mentre i lavoratori interessati dalla cassa integrazione hanno raggiunto quota 288. Nelle aziende lariane del settore metalmeccanico non c’è stato, invece, nella seconda parte del 2017, alcun ricorso alla cassa straordinaria.

«L’attuale congiuntura non permette, ancora, di riassorbire i troppi lavoratori che hanno perso il loro posto in questi anni – ha detto Andrea Donegà, segretario generale lombardo della Fim Cisl – e la desertificazione industriale determinatasi rappresenta un’ulteriore difficoltà in questa direzione».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.