Industria, produzione e fatturato in calo a fine 2014

Prima frena, poi riparte. E quando sembra lanciata, scala nuovamente la marcia e rallenta quel poco di corsa che sembrava aver intrapreso. L’economia comasca non riesce a innestare la marcia della ripresa senza interruzioni o, addirittura, senza rallentare.
E come avviene in gran parte d’Italia, anche in riva al Lario ad andare bene sono soprattutto le aziende che esportano, perché la domanda nei Paesi esteri continua ad essere sostenuta, mentre quella interna, sul mercato nazionale, ancora stenta a riprendersi.
Unindustria Como ha diffuso i dati congiunturali relativi al secondo semestre del 2014. Secondo le analisi dell’associazione degli industriali lariani, non vi sono peggioramenti rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente.
Rispetto alla prima parte del 2014, però, la domanda interna si è nuovamente affievolita, dopo i timidi segnali di ripresa registrati a inizio anno. Anche l’export, da due anni in continua crescita, nella seconda parte del 2014 si è assestato.
Rispetto al primo semestre dello scorso anno, il periodo compreso tra luglio e dicembre 2014 vede un aumento degli ordini del 3,3%, ma subisce una doppia frenata. Risultano infatti in calo sia i livelli produttivi (-3,7%) sia il fatturato (-2,4%). Una flessione sulla quale pesano le performance negative delle grandi aziende rispetto alle piccole imprese.
Il tasso di utilizzo della capacità produttiva delle industrie comasche, inoltre, si ferma al 73,1%.
Per quanto riguarda i mercati di sbocco dei prodotti lariani, l’export si conferma trainante: gli stranieri rappresentano infatti quasi il 50% dei clienti delle aziende comasche.
Più precisamente, il 53,7% delle vendite di prodotti “made in Como” si concretizza in Italia, il 26,3% in Europa Occidentale, il 4,3% nella parte orientale del Vecchio continente, mentre il 3,5% del fatturato arriva dagli Stati Uniti e il 2,7% dai Paesi emergenti del Brics, acronimo che riunisce cinque Stati che corrispondono ad altrettanti mercati di grande importanza, almeno in prospettiva: Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica.
«Il secondo semestre del 2014 – commenta il Presidente di Unindustria Como, Francesco Verga – non ha ancora certificato quella ripresa annunciata nei sei mesi precedenti. Il miglioramento rispetto al 2013 è una consolazione ancora non sufficiente. Confortante comunque è vedere come le aspettative della maggioranza degli intervistati siano positive, grazie anche a un deprezzamento del petrolio e dell’euro rispetto al dollaro».
Dal presidente Verga, infine, arriva anche un appello alle banche. «Tutto il Paese – dice il numero uno dell’associazione degli industriali comaschi – deve contribuire alla ripartenza definitiva. A cominciare dal sistema creditizio, dove ancora rileviamo forti squilibri tra imprese (poche) cui viene offerta ampia liquidità e imprese che avrebbero necessità di un supporto che viene ancora negato».

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