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Industriali isolati e sconfitti nel consiglio camerale sulla revisione dello statuto

(m.d.) Industriali isolati nella seduta del consiglio della Camera di Commercio, chiamato ieri pomeriggio a esprimersi sulla revisione dello statuto alla luce delle nuove disposizioni di legge che impongono una cura dimagrante per le giunte degli enti camerali. Oggi l’ente di via Parini è guidato da un esecutivo composto da 9 membri più il presidente Paolo De Santis. Le nuove normative prevedono invece, per quanto riguarda la nostra provincia, una giunta formata da un minimo di 4 componenti più

il presidente a un massimo di 8 membri, sempre più il presidente.E proprio sulla dimensione del board della Camera di Commercio si è acceso lo scontro. Un tema, quello della revisione dello statuto, che era già stato affrontato lo scorso anno e rinviato a un nuovo esame perché non era emersa, in seno al consiglio, la maggioranza dei due terzi dei componenti (ovvero di almeno 18 consiglieri su un totale di 27) necessaria per poter modificare lo statuto.Un anno fa la proposta su cui poi non si era trovata la maggioranza qualificata era stata quella di una forte cura dimagrante della giunta camerale, con l’adozione della formula 4+1, ovvero del minor numero di poltrone possibili. E da questa proposta si è ripartiti ieri pomeriggio. Lo snellimento del board dell’ente di via Parini era sostenuto da uno schieramento che vedeva allineati i rappresentanti dei commercianti, di Confartigianato, dei trasportatori e degli spedizionieri, dei sindacati, delle associazioni dei consumatori, del credito, dei servizi alle imprese e dell’agricoltura. Contrari al 4+1 e favorevoli invece al numero massimo di poltrone, cioè all’opzione 8+1, era il fronte industriale, da Unindustria alle imprese edili alla Cdo, ai quali si è aggiunta la Cna.Messa ai voti, la proposta di ridurre a 5 i componenti della giunta (presidente compreso) ha ottenuto soltanto 15 consensi, un numero insufficiente per poter varare la modifica allo statuto.Alla fine, su proposta del presidente, si è arrivati a dare il via libera a una soluzione intermedia, quella di una giunta camerale composta da 6 rappresentanti più il presidente.Una proposta che ha ricevuto 18 voti favorevoli, pari ai due terzi dei consiglieri, e che quindi è stata approvata, nonostante la contrarietà di Unindustria, una delle associazioni più potenti in riva al Lario, che su questo punto ha dovuto soccombere e fare un passo indietro. E ha dovuto rinunciare al progetto di mantenere il maggior numero di poltrone nella stanza dei bottoni della Camera di Commercio di Como.

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