«Infiltrazioni mafiose più ramificate». A Como la denuncia della Dda

Dia Direzione investigativa antimafia

Venerdì la commissione parlamentare antimafia, presieduta da Rosi Bindi, che ha fatto tappa a Como per alcune audizioni. Sabato mattina in Biblioteca, un convegno sulla difesa della legalità come «argine alle infiltrazioni mafiose nell’economia, nella società e nella pubblica amministrazione». Per due giorni, in situazioni diverse, Como è stata capitale della lotta alla criminalità organizzata. Ed è riuscita a discutere liberamente, senza nascondersi, un problema che negli ultimi anni sta crescendo in modo davvero considerevole.
«Ci sono alcune indagini in corso, in particolare nei settori del movimento terra e dell’edilizia. Ambiti che non richiedono alta specializzazione – ha detto Alessandra Dolci, procuratore antimafia della Dda di Milano – Vediamo inoltre come le infiltrazioni siano evidenti ormai in settori ben più ampi. Noi ci stiamo attrezzando».
Massima attenzione, dunque, da parte della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano in quei settori come sanità, sport e turismo in cui la criminalità organizzata sta tentando di mettere radici profonde, creando una rete ampia di vantaggi in un territorio – come quello lombardo – attorno al quale girano interessi economici, politici e relazionali notevoli.
Di questo e delle operazioni di contrasto messe in atto dalle istituzioni statali, dalla magistratura e dagli enti locali si è parlato ieri in Biblioteca.
«Se gli imprenditori chiedono un aiuto alla ’ndrangheta pensando poi di potersene liberare, sbagliano. E sbagliano quando credono di poter avere nei mafiosi un alleato nella lotta contro i concorrenti», ha detto Dolci.
Al convegno erano presenti ieri mattina anche i sindaci di Fino Mornasco, Giuseppe Napoli e Cermenate, Mauro Roncoroni, Comuni finiti al centro delle cronache in seguito all’operazione Insubria che ha permesso di sgominare due cellule di ’ndrangheta presenti proprio sui due territori. Tanto è stato fatto ma tanto ancora c’è da fare. «Siamo sulla buona strada. Sia sul fronte investigativo che della prevenzione», ha detto sempre Alessandra Dolci. Quindi un’inevitabile riflessione su Expo, l’evento milanese osservato speciale sul fronte infiltrazioni. Dopo quanto emerso nei mesi scorsi, ora si guarda con attenzione al dopo Esposizione.
«Abbiamo fatto molto. La nostra concentrazione dovrà essere massima sui contratti che i padiglioni stranieri andranno a stipulare. E poi, da novembre quando – a Esposizione terminata – ci sarà da vigilare sullo smaltimento dei rifiuti e delle macerie», ha detto David Gentili, presidente della commissione antimafia del Comune di Milano.
«Il nostro controllo sarà capillare», ha concluso Alessandra Dolci.

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