Influenza in ritardo, il picco è arrivato solo ora

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Il malanno di stagione
L’Asl: «Possiamo dire di essere nella fase di massima diffusione dell’epidemia»

In ritardo di qualche settimana rispetto alle previsioni, l’influenza ha infine fatto la sua comparsa sul Lario. Assente o quasi nel periodo natalizio e all’inizio del nuovo anno, quando era invece stata annunciata, l’immancabile malattia della stagione invernale ha raggiunto il picco di diffusione proprio in questi giorni. Per chi non lo avesse fatto prima, è inutile ormai pensare al vaccino.
«Dalla scorsa settimana possiamo dire di essere nella fase di massima diffusione dell’epidemia

influenzale – conferma il direttore sanitario dell’Asl, Carlo Alberto Tersalvi – Ancora qualche giorno, poi con ogni probabilità si entrerà nella fase calante. Rispetto a quanto accade generalmente, la malattia si è manifestata con alcune settimane di ritardo».
L’influenza non risparmia alcuna categoria, anche se i piccoli e gli anziani sono i più colpiti. «I bambini, soprattutto i più piccoli, si ammalano con una maggiore facilità e sono tra i più colpiti – conferma il direttore sanitario – Anche nelle persone più anziane, se non vaccinate, i casi sono numerosi. Come sempre, però, l’influenza colpisce in modo trasversale e sono moltissimi gli adulti colpiti, a volte perché contagiati dai bambini di famiglia».
Per quanto in ritardo, l’influenza si è presentata comunque nelle sue vesti classiche, senza riservare sorprese. «I sintomi della patologia sono quelli tipici che erano stati previsti e annunciati – spiega Tersalvi – I pazienti colpiti dall’influenza hanno febbre elevata, dolori muscolari e mal di gola. Non si stanno registrando invece fenomeni gastrointestinali, più tipici delle forme parainfluenzali che non dell’influenza vera e propria».
Nessuna sorpresa neppure sul fronte dei consigli terapeutici. «Dal momento della comparsa della febbre, è necessario attendere 24-48 ore prima di chiamare il medico – dice il direttore sanitario di via Pessina – In questa fase, sono indicati solo farmaci antipiretici e antidolorifici. In caso sopraggiungano tossi forti, bronchiti o difficoltà respiratorie è opportuno rivolgersi al proprio medico. In ogni caso, vale sempre la pena ribadirlo, il paziente non deve assumere antibiotici senza che gli siano stati prescritti. L’influenza generalmente guarisce nell’arco di pochi giorni. Solo in caso di complicanze sono necessarie ulteriori terapie, indicate però da un professionista».
La campagna vaccinale è ormai conclusa da tempo. «L’iniezione preventiva ormai non ha più alcun senso, chi non si è vaccinato non deve certo farlo ora – sottolinea Tersalvi. Non abbiamo ancora un bilancio definitivo delle persone che hanno aderito alla campagna a Como e provincia, ma i dati dovrebbero essere in linea con quelli dello scorso anno. Nei distretti dell’Asl, negli ospedali e nelle strutture aderenti è stata vaccinata circa la metà delle persone a rischio, per le quali l’iniezione è gratuita. Mancano però ancora i dati dei medici di medicina generale e la quota totale è destinata a crescere».

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