Infortuni sul lavoro, Como meglio di altre province

A Bologna

Tre denunce per infortuni mortali e 46 denunce per malattie professionali. Sono questi i numeri comaschi nei primi sette mesi del 2020 rilevati dalla Cisl Lombardia dall’analisi dei dati Inail. Numeri dai quali emerge come la provincia lariana sia stata tra le meno colpite, su questo fronte, dall’emergenza Covid. Rispetto ai primi sette mesi del 2019, infatti, le denunce per infortuni mortali sono cresciute di una sola unità mentre quelle per malattie professionali si sono quasi dimezzate, passando da 88 a 46. Altre realtà territoriali si sono trovate ad affrontare situazioni molto più drammatiche. Basti pensare a Bergamo e Brescia, dove le denunce per infortuni mortali si sono più che triplicate (rispettivamente: da 11 a 36 e da 16 a 34). O a Cremona, dove si è addirittura passati da 1 a 22 morti sul lavoro. L’analisi dei dati Inail, fanno notare i dirigenti della Cisl Lombardia, fa registrare un «calo per modalità di accadimento del 14,7% in conseguenza del forte rallentamento dell’attività produttiva causata dal Covid-19. Dai 71.444 di gennaio-luglio 2019 ai 60.899 del 2020. A livello nazionale il calo è del 23,7%. Un dato di 9 punti superiore». Anche per questo, dice Pierluigi Rancati, segretario regionale Cisl Lombardia, «la Regione Lombardia dovrebbe rafforzare i dipartimenti di prevenzione, completando le decisioni prese e concordate col sindacato sul reclutamento del personale ispettivo».

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