Iniziata l’opera di pulizia del Monumento ai Caduti

L’intervento si concluderà in tempo per il 4 Novembre
Il Monumento ai Caduti sta lentamente riacquistando il suo originario splendore. Ieri mattina sono infatti cominciate le opere di pulizia nella parte rivolta verso il lago. Stanno scomparendo le scritte realizzate con vernici colorate e spray. Ormai da settimane si discute di come fronteggiare le incursioni dei writer che periodicamente deturpano le pietre del Carso che compongono l’opera. Intanto, già oggi gli interventi voluti per ridare lucentezza al mausoleo dovrebbero essere terminati. In tempo per le imminenti celebrazioni
 del 4 Novembre, giornata dell’Unità nazionale e delle forze armate.
In città, comunque, si continua anche a discutere del futuro del Monumento ai Caduti. Come salvarlo e in che modo riuscire a controllare efficacemente la zona per fare in modo che non si trasformi, come avvenuto più volte in passato, in un ritrovo per sbandati o in una pattumiera a cielo aperto. C’è chi propone di istituire la presenza fissa di un picchetto militare a presidio del monumento e chi vuole montare una cancellata a scomparsa per interdire l’accesso nelle ore notturne. Oltre ovviamente a installare un accurato sistema di videosorveglianza.
Sabato scorso, gli esponenti del Pdl comasco e della Federazione Giovane Italia hanno avviato una raccolta di firme proprio per sensibilizzare la cittadinanza e spingere l’amministrazione a intervenire, oltre che con le operazioni di pulizia, con una soluzione definitiva. In considerazione del fatto che i continui danneggiamenti e i graffiti non sono arte, ma opera di incivili che mancano di rispetto a un monumento che esprime l’onore e il valore dei soldati lariani che hanno combattuto nella Prima Guerra Mondiale. Va anche ricordato che il Monumento ai Caduti, inaugurato il 4 novembre 1933, compirà tra pochi giorni 79 anni. L’opera razionalista venne costruita nel 1933 dai fratelli Giuseppe e Attilio Terragni su disegno dell’architetto futurista Antonio Sant’Elia. Fu Filippo Tommaso Marinetti, il padre del Futurismo, movimento che aveva nel comasco Antonio Sant’Elia l’architetto più rappresentativo, a dare nell’autunno del 1930 la spinta decisiva per la realizzazione del monumento.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Gran parte delle scritte deturpanti il monumento sono già sparite (Mv)

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