Inps, immobili vuoti: è un caso politico
Economia

Inps, immobili vuoti: è un caso politico

Diventa un caso politico in Regione e in Parlamento la notizia pubblicata ieri dal “Corriere di Como” della quarantina di unità immobiliari tra appartamenti e garage di proprietà dell’Inps e inutilizzati.

Una denuncia lanciata dall’ex consigliere comunale di Como Vittorio Mottola che ha definito «realtà imbarazzante» i non pochi appartamenti sfitti da anni e una villa di via Varesina a Como, pure proprietà del’ente previdenziale, in abbandono da decenni.
Del caso si occuperanno presto a livello nazionale i Cinque Stelle: ieri il parlamentare lariano del movimento grillino Giovanni Currò ha definito «degno di nota» il caso e si è subito mobilitato dopo la lettura del nostro articolo per approfondire cifre e dati.
Stessa cosa sta fa il gruppo del Pd in Regione: «La notizia è un insulto per chi cerca casa», ha detto ieri il consigliere regionale Angelo Orsenigo, riservandosi nei prossimi giorni di pubblicare una nota ufficiale sull’argomento sollevato dalla denuncia di Mottola.
Intanto è arrivata in redazione la replica dell’ente, diretto interessato. Per Giorgio Fiorino, direttore centrale del patrimonio Inps, «i vincoli e la stratificazione normativa che regolamentavano il patrimonio pubblico hanno per lungo tempo impedito di riavviare la vendita del patrimonio immobiliare dell’Istituto rimasto invenduto dopo che si è esaurita la fase delle cosiddette cartolarizzazioni (avviate agli inizi degli anni 2000 e proseguite per circa un decennio) nonché di procedere a nuove locazioni o al rinnovo dei contratti di locazione in essere. Solo con l’approvazione dell’art.38 comma 2 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito nella legge 21 giugno 2017, n. 96, è stato possibile riavviare le attività finalizzate alla completa dismissione del patrimonio immobiliare dell’Inps non destinato a finalità strumentali».
Va sottolineato però che i «piani di disinvestimento» sono pluriennali e che, aggiunge il dirigente dell’Inps, «considerata la ancora cospicua dimensione del patrimonio da reddito e le complesse attività preliminari alla vendita (tra cui principalmente la necessità di procedere a una nuova stima del valore dell’immobile da alienare) la dismissione avverrà in maniera graduata nel tempo».

11 settembre 2018

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Lorenzo

Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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