Insubria, docenti divisi sulla Santarella. Tre i progetti per la nuova biblioteca

© FKD/F.Diotti | COMO. . La Santarella a Como

Santarella. Ma non solo. L’Università dell’Insubria ha almeno tre diverse opzioni per lo spostamento della sua biblioteca, oggi collocata nella sede di via Oriani.
Tre possibilità che dividono il corpo docente e allungano un’ombra sul progetto Ticosa. Ricapitoliamo. Dopo aver interrotto la bonifica dell’area di via Grandi, il Comune di Como sta trattando con Multi, società aggiudicataria dell’appalto pubblico di riqualificazione del comparto, la revisione del progetto.
L’ipotesi sul tappeto prevede lo scorporo della Santarella, la vecchia centrale di produzione dell’energia vincolata dal punto di vista architettonico, L’edificio potrebbe tornare nella disponibilità del Comune di Como che, a quel punto, dovrà anche deciderne la destinazione.
Lorenzo Spallino, assessore all’Urbanistica, da tempo sostiene l’idea di consegnare la monumentale costruzione all’Insubria che potrebbe trasformarla in biblioteca, centro convegni e spazio didattico. E qui entra in gioco proprio l’ateneo comasco, dove la questione Santarella è stata più volte discussa, suscitando pareri contrastanti. Fino a qualche anno fa, in effetti, la vecchia centrale era stata destinata all’Università, ma l’ex rettore Renzo Dionigi decise di rinunciare per i costi troppo elevati della ristrutturazione. Oggi le cose sono un po’ cambiate. L’Insubria ha il problema di avvicinare la propria Biblioteca, che ha sede in via Oriani, al Chiostro di Sant’Abbondio.
Una parte dei docenti è convinta dell’opportunità di utilizzare la Santarella, e in questo senso si è mossa, proponendo al Senato accademico di considerare la possibilità di investire nell’operazione i fondi necessari.
Altri insegnanti, però, valutano come percorribili altre ipotesi. Due in particolare: l’affitto o l’acquisto dello showroom ex Mantero, che si affaccia su viale Innocenzo. E, in alternativa, la costruzione di una nuova Biblioteca ai piedi della chiesetta dedicata ai Santi Cosma e Damiano, a fianco della cosiddetta “Manica lunga”.
Il professionista che ha curato il restauro della stessa “Manica lunga”, l’ingegnere Carlo Mantegazza, ha anche presentato un progetto in tal senso. Progetto che verrebbe caldeggiato dai vertici del Dipartimento di diritto, economia e cultura, ma troverebbe opposizione da parte della Sovrintendenza. La partita è apertissima. E affinché l’ipotesi Santarella possa prevalere, il Comune di Como dovrà certamente mettere in atto azioni positive. Non ultima, il ridisegno complessivo dell’utilizzo degli edifici coinvolti nella vicenda. La palazzina di via Oriani, ad esempio, che potrebbe essere ceduta all’Archivio di Stato.

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