Cronaca

Intercettati al confine 150mila euro al giorno

altContinua a crescere il flusso di denaro non dichiarato tra l’Italia e la Svizzera: ecco gli ultimi numeri

(m.pv.) Rispetto al 2011 i numeri sono in calo. Ma il flusso di capitale in transito dal valico con la Svizzera rimane impressionante. Una cifra che si attesta – secondo gli ultimi dati forniti dalla guardia di finanza – sui 150mila euro al giorno in banconote non dichiarate e intercettate dai controlli delle fiamme gialle. E questi numeri non tengono conto dei sequestri di metalli preziosi, i cui consuntivi devono ancora essere diffusi. Si è svolto ieri mattina a Palazzo Terragni, la sede del comando

provinciale della guardia di finanza, il tradizionale appuntamento con i numeri realizzati dal corpo nell’anno solare. Dati che servono per tastare il polso alle attività illecite legate all’evasione fiscale e, come detto, al trasporto non consentito di capitali da una parte all’altra del confine di Stato. In 86 interventi effettuati dai militari nel 2012, sono stati scovati 55,3 milioni di euro di valuta e titoli che non erano stati dichiarati. Di questi, 41,4 milioni sono stati sequestrati. Un dato in calo rispetto ai 12 mesi precedenti, ma che rimane comunque impressionante in quanto porta ad una cifra giornaliera di 150 mila euro intercettati dalle fiamme gialle. «Nel 2011 avevamo trovato 66 milioni di euro di valuta e titoli non dichiarati», ha ricordato poi il colonnello Marco Pelliccia. «Ma questo non basta per poter dire che il fenomeno sia in una fase di calo. Solo il tempo dirà se le cose stanno davvero così». Anche perché i controlli in questo settore hanno permesso di acquisire documentazione (estratti conto, libretti di assegni, carte di credito, Bancomat) attestanti la presenza di disponibilità di valuta all’estero per un valore complessivo di 265 milioni di euro (+178%). Base, questa, per futuri ed eventuali sviluppi investigativi delle posizioni degli intestatari dei conti. Nel 2011 la disponibilità di valuta all’estero si era fermata a 95 milioni di euro.
SCONTRINI E IRREGOLARITÀ
Chiuso un anno non privo di polemiche, che ha portato con sé anche i due discussi blitz in stile Cortina per stanare (anche sul Lario) le irregolarità legate alle emissioni degli scontrini e delle ricevute fiscali, è stato anche possibile quantificare questo tipo di infrazione. E i dati parlano di un raddoppio dei “furbetti dello scontrino” rispetto al 2011. In totale infatti si è passati, nell’arco dei 12 mesi, dal 10% di irregolarità del 2011 al 22% del 2012. Su 4.834 controlli, le violazioni sono state 1.052. Numeri, questi, ottenuti nonostante un calo notevole di organico con cui la guardia di finanza, settimana dopo settimana, deve fare i conti: i militari in servizio in provincia di Como sono oggi 700, ma solo tre anni fa erano un migliaio. Con un calo netto – in seguito a pensionamenti e mancate sostituzioni – di 300 uomini. Non pochi per un territorio delicato come quello Comasco.
TERRA DI EVAZIONE E LAVORO NERO
Lario terra di evasione, non solo sul fronte degli scontrini fiscali. Nel 2012 infatti le 952 ispezioni fiscali effettuate hanno consentito di recuperare alla tassazione 470 milioni di euro, accertando un’evasione dell’Iva di 84,7 milioni e dell’Irap di 6,8 milioni. Sono state 117 le persone indagate per questo tipo di reato (13 gli arrestati) mentre i sequestri per equivalente hanno toccato la cifra record di 117 milioni di euro (+178%) tra denaro, conti correnti, automezzi, quote societarie, immobili e terreni. Impressionante infine anche il numero dei lavoratori in nero, cresciuti del 200%: le 52 aziende controllate davano occupazione in modo non regolare a 71 lavoratori (erano 24 un anno fa).

Nella foto:
Il colonnello Marco Pelliccia in un momento dell’incontro di ieri mattina con la stampa (foto Fkd).
2 marzo 2013

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