Intesa raggiunta. «Il palazzetto di Casate non chiude»

Accordo tra Comune, Csu e residenti. Montini: «Entro settembre l’insonorizzazione»
«Il palazzetto non chiuderà». Era la notizia attesa dagli oltre 600 atleti che ogni giorno si allenano sul ghiaccio di Casate. La stessa persona che, nelle scorse settimane, aveva sollevato il rischio di chiusura dell’impianto, oggi assicura la città che i cancelli di Casate non chiuderanno – come si temeva – il primo marzo 2012. Quella persona è Mariano Montini, presidente di Csu, la società che gestisce l’impianto. Ciò che gli permette di rasserenare gli atleti è un accordo (ancora informale)
tra i residenti, il Comune e Csu, concluso martedì pomeriggio al termine di una riunione.
«È finita a tarallucci e vino», dice Montini, per far capire come l’accordo tra le parti ormai sia cosa da considerarsi fatta.
Scettici, però, alcuni dei 2.590 sostenitori della pagina Facebook “Salviamo il palaghiaccio di Casate”. «Fino a che non vediamo tutto scritto, nero su bianco, è tutto come prima», è comparso ieri sulla bacheca del social network.
A minacciare le sorti del palaghiaccio era un cavillo burocratico. Da anni, chi abita attorno all’impianto si lamenta per i rumori causati dalle attività sportive. L’Arpa aveva effettuato rilievi fonometrici dai quali era emerso che il rumore era eccessivo.
Così, Montini si era visto recapitare un decreto penale di condanna, poi oblato. Nel frattempo, Csu aveva preparato un progetto di insonorizzazione del palazzetto, mai appaltato perché la barriera antirumore avrebbe, seppur di poco, invaso confini che formalmente non erano del Comune di Como (proprietario del palazzetto).
I residenti avevano dato tempo a Csu fino al 29 febbraio, prima di riprendere l’azione legale. Ma, a causa del cavillo sui confini del terreno, il mese scorso s’era capito che l’insonorizzazione non sarebbe mai stata completata entro l’ultimatum dettato dai residenti. Ecco perché Montini aveva lanciato l’allarme: «O entro il 29 febbraio il Comune risolverà la questione dei confini, oppure dovrò chiudere a malincuore il palaghiaccio. Non rischio altri guai giudiziari, dopo il decreto penale».
Martedì, finalmente, la situazione si è sbloccata.
«I residenti hanno capito – dice Montini – Verrà prorogata la convenzione che avevamo sottoscritto, che ci imponeva di insonorizzare entro il 29 febbraio. Credo che entro settembre, inizio della stagione 2012-2013, avremo ampiamente finito i lavori. Avrei chiuso il palazzetto solo se i residenti avessero manifestato l’intenzione di intraprendere un’azione legale dopo il 29 febbraio. Visto che l’ipotesi è stata scartata, il palazzetto non chiude».
Trovato l’accordo sul problema dei confini, non resta ora che formalizzarlo. «Sarà compito del Comune; i confini di fatto devono corrispondere con quelli di diritto. Quando il Comune ci darà il permesso di costruire, bandiremo la gara d’appalto. La procedura non sarà lunga».
Vale a dire? «Due, tre mesi al massimo dal permesso di costruire. Poi cominceranno i lavori, che dureranno altri due o tre mesi». Se i tempi di Montini fossero corretti, entro luglio-agosto il palazzetto dovrebbe già essere insonorizzato. I costi, infine. «In gara d’appalto – conclude il presidente di Csu – partiremo da 160mila euro». Si gioca al ribasso, ovviamente.

Andrea Bambace

Nella foto:
Salvi
Le centinaia di appassionati del pattinaggio su ghiaccio, e ancor più le numerose società sportive che svolgono le loro attività nella struttura di Casate, possono davvero tirare un sospiro di sollievo. La paventata chiusura dell’impianto, già a partire dal prossimo 29 febbraio, sembra un pericolo ormai definitivamente scampato (foto Fkd)

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