Intestino, nostro primo cervello: Sforza e il dualismo corpo-mente

Intestino

«L’intestino è stato il primo cervello, non il secondo».
È questa la sorprendente conclusione a cui è giunto ieri lo psichiatra Michele Sforza al termine della sua relazione al convegno tenuto nella casa di cura “Le Betulle” di Appiano Gentile.
Tema generale del simposio era “Il microbiota intestinale: laboratorio biochimico del nostro cervello”. I relatori hanno parlato anche di ansia, angoscia e stress.
Centrale, in mattinata, l’intervento di Sforza, fondatore tra l’altro del Servizio dipendenze delle Betulle.
Lo specialista lariano ha fatto una carrellata a ritroso fin dalla nascita delle prime reti nervose. Si è occupato di come cervello e intestino abbiano tra loro rapporti e ha spiegato che ciascuno dei due grandi sistemi influenza e modifica l’altro.
Sforza ha così affrontato il problema del dualismo corpo-cervello, confutandolo: «Il corpo è essenziale alla produzione delle emozioni – ha detto – È tutt’uno con il cervello, non è un mero contenitore».
Ha ricordato come già nel 1853 si fosse affermato il collegamento bidirezionale tra intestino e cervello.
Il relatore del convegno appianese si è soffermato sull’evoluzione delle reti nervose, che dopo milioni di anni ha portato al cervello.
E quest’ultimo, ha insistito, fa parte del corpo e ne è al servizio. Ecco perché la comunicazione lungo l’asse intestino-cervello è bidirezionale. Si basa sui neuroni presenti nei due organi.
Infine gli esempi concreti: «Ansia e stress causano mal di pancia o difficoltà digestive perché un’alterazione della situazione del cervello si scarica sull’intestino – ha detto lo psichiatra – Se abbiamo una preoccupazione che provoca mal di pancia, il cervello capisce che c’è un problema e diventa ancora più nervoso… Così come, se c’è un’infiammazione nell’intestino, il cervello ne viene subito informato».

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