Cronaca

Intrigo internazionale su Villa Vigoni. Spunta un documento del 1990

È stata ipotecata dalle vittime del nazismo della strage di Distomo
Villa Vigoni, splendida dimora di Menaggio di proprietà della Germania, è sempre più al centro di un intrigo internazionale che ha come oggetto del contendere il risarcimento alle famiglie delle vittime del nazismo. Dopo l’ultima puntata che risaliva alla sentenza dell’Aja del 3 febbraio scorso (la Corte internazionale di giustizia ha riconosciuto l’immunità dello Stato tedesco) e che sembrava aver placato ogni velleità di ottenere giustizia per i crimini di guerra, ieri mattina la vicenda
si è spostata al Tribunale civile di Como, dove era in programma una udienza sulla legittimità dell’ipoteca sulla Villa da parte dei familiari dei morti nella strage di Distomo, in Grecia (218 civili tra cui 34 bambini).
I legali delle Repubblica Federale Tedesca hanno depositato sulla scrivania del giudice civile – per l’occasione, vista l’indisponibilità del titolare del fascicolo Vito Febbraro, la dottoressa Diana Sabetai – la sentenza dell’Aja. Ma, nello stesso tempo, è partito l’ennesimo contropiede dell’avvocato che tutela le vittime del nazismo, il tedesco Joachim Lau, che ha a sua volta depositato un documento che risale addirittura al 3 ottobre del 1990 e in cui l’allora cancelliere della Repubblica Federale, Helmut Kohl, seduto a un tavolo con i colleghi di Stati Uniti, Francia e Inghilterra, confermò l’impegno della Germania a risarcire i debiti e i danni della guerra.
Tre articoli, risalenti al 1955, che impegnavano la Germania a pagare i familiari delle vittime, una volta completata la riunificazione tra Est e Ovest. Articoli che, come detto, vennero confermati nel 1990 in un summit a Parigi.
Sul tavolo del Tribunale di Como, dunque, si sono ritrovati da una parte il solenne impegno della Repubblica Federale Tedesca a risarcire le vittime, dall’altra la sentenza della Corte dell’Aja che riconosce «l’immunità» della Germania proprio nei confronti dei risarcimenti. La Corte internazionale di giustizia definì addirittura l’ipoteca su Villa Vigoni «una violazione dell’Italia delle obbligazioni relative al rispetto dell’immunità» dello Stato tedesco.
Posizioni all’opposto, come detto, su cui il giudice civile di Como si è riservato di decidere. In attesa c’è il solito battagliero avvocato Lau: «Nelle carte del 1955 si legge addirittura – ha poi commentato il legale in città per la causa civile – che la Germania non avrebbe fatto obiezioni e resistenza se le loro proprietà estere, come Villa Vigoni, fossero state pignorate allo scopo di risarcire le vittime dei danni di guerra. Posizione poi confermata nel 1990, ed è per questo motivo che non ci arrendiamo e attendiamo la decisione del giudice. Villa Vigoni poteva essere ipotecata, come abbiamo fatto, e potrà in futuro essere pignorata».
La splendida dimora lariana, infatti, è stata “bloccata” anni fa a garanzia di un risarcimento richiesto di oltre 50 milioni di euro.
Per l’ipoteca della villa affacciata sul Lario – che la Cassazione ha ritenuto legittima in quanto legittimi i risarcimenti per crimini di guerra – si sono mossi come detto i familiari delle vittime della strage di Distomo, in Grecia, che risale al 10 giugno del 1944.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Una immagine della splendida dimora menaggina di Villa Vigoni, al centro di uno scontro giudiziario civile
10 maggio 2012

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