Introzzi e l’Isola che c’è (sempre)

altGiunta nella bufera
Iniziative e finanziamenti: ma l’associazione è gestita dal consigliere eletto con l’assessore

Il filo sottilissimo, quasi impercettibile, di un conflitto di interessi latente, incombente, metafisico eppure invadente. È questo lo strano crinale sul quale, da tempo, praticamente sin da poche settimane dopo l’incarico ad assessore al Commercio, si muove Gisella Introzzi. Una situazione certamente scomoda per la diretta interessata, soprattutto in questi giorni tempestosi per il pasticcio della (mancata) nomina definitiva del nuovo comandante

dei vigili. Un fardello che – solo per fare un esempio – starà ingiustamente intralciando l’attuale attività dell’assessore a beneficio del progetto beCOMe”. Come che cos’è il progetto “beCOMe?
Il MISTERO “beCOMe”
Trattasi di una (nebulosa) iniziativa che dovrebbe teoricamente collegarsi a Expo 2015 e animare la città di Como nella prima parte di quest’anno e poi l’anno successivo. Però, fatta salva una sommaria presentazione del progetto da parte della Introzzi avvenuta davanti alla Commissione Cultura lo scorso 6 febbraio, le carte ufficiali disponibili aiutano poco. L’unico documento di Palazzo Cernezzi che parla dell’iniziativa porta la data del 18 novembre 2013 ed è una delibera di giunta con sindaco e assessori al gran completo.
Il titolo è “Adesione alla proposta “beCOMe – Nutrire la vita, energia per il pianeta: ripensare la crescita oltre l’Expo”. Le carte proseguono dando conto di questo: «Udita l’illustrazione da parte dell’assessore, dottoressa Gisella Introzzi; preso atto della disponibilità a collaborare al progetto da parte della Camera di Commercio, dell’Università dell’Insubria e del Politecnico; preso atto che la somma di 150mila euro prevista per la realizzazione delle due kermesse (quali?, ndr) sarà reperita tramite sponsorizzazioni, la giunta esprime parere favorevole alla proposta». E qui arrivano le “curiosità”. Nell’allegato che dovrebbe spiegare i dettagli di “beCOMe”, si parla di una «prima kermesse prevista per l’aprile 2014» e di una seconda «in concomitanza con l’apertura di Expo». Poi, in un sintetico specchietto riassuntivo, si parla (per il 2014) di una misteriosa “prima lectio”, di un “evento giovani (spettacolo)” e poi di un “ascolto delle esperienze”. Idem o quasi per il 2015. Ma il passaggio chiave è un altro. Questo: «Il modello di riferimento, di cui la proposta rappresenta in un certo senso l’evoluzione, è “L’Isola che c’è”, la fiera delle relazioni e delle economie solidali». E, in effetti, proprio a questo giornale, il 30 gennaio scorso, la Introzzi dichiarò: «Stiamo lavorando per coinvolgere “L’Isola che c’è” in un evento per Expo”».
Bene. Evidentemente, l’assessore Introzzi è già certa che non rappresenti un potenziale, macroscopico conflitto di interessi il fatto che l’unico consigliere comunale che siede a Palazzo Cernezzi per la sua stessa lista “Amo la mia città” sia Marco Servettini. Ovvero il fondatore, nonché attuale responsabile dell’“Isola che c’è”. Associazione alla quale, come si è visto prima, potrebbero andare tutti, o almeno una parte sostanziosa, dei 150mila euro che sempre l’assessore al Commercio Introzzi sta personalmente reperendo tramite sponsorizzazioni.
Ma naturalmente non sarà così, come immaginiamo sarà chiarito dagli interessati.
IL “COLLEGA” SERVETTINI
I quali, peraltro, dovrebbero anche motivare un’altra curiosa combinazione. Cioè quella che ha visto ancora “L’Isola che c’è” ottenere dalla Fondazione Cariplo, nell’agosto 2013, un finanziamento da 98mila e 500 euro (su 99mila richiesti) per il progetto “Meno rifiuti, più valore” che aveva l’obiettivo di intervenire sul «ciclo dei rifiuti» di Como per «prevenire e ridurre la produzione». Il progetto venne presentato – il 9 maggio 2013, ancora prima dell’aggiudicazione dei fondi Cariplo – dall’ineffabile tandem della lista “Amo la mia città” Servettini-Introzzi (ai quali si aggiunse anche l’assessore all’Ambiente, Bruno Magatti). Poi, una volta ottenuti i 98mila euro da Milano, si è scoperto che Palazzo Cernezzi avrebbe poi ottenuto dalla stessa “Isola che c’è” una quota di quella cifra, pari a 33mila euro, per gli interventi sul Mercato Coperto. Ma, in una bizzarra partita di giro, lo stesso Comune di Como avrebbe a sua volta garantito all’“Isola che c’è” di Servettini un cofinanziamento di 22mila euro «attraverso la valorizzazione del personale interno coinvolto attivamente». Per inciso: il progetto “Meno rifiuti, più valore”, doveva partire il primo gennaio scorso ma risulta tuttora fermo.
Ad ogni modo, ciò che colpisce è il vorticoso giro di aiuti, collaborazioni, prestiti e contro-prestiti sempre attorno a un baricentro: il consigliere comunale di “Amo la mia città”, Marco Servettini, e l’assessore di “Amo la mia città”, Gisella Introzzi. Insomma, loro, sull’isola, ci sono.

Emanuele Caso

Nella foto:
A sinistra, l’assessore al Commercio, Gisella Introzzi, con il sindaco Lucini alla sinistra. Sopra, il Mercato Coperto, dove dovrebbe trovare applicazione il progetto sui rifiuti

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