(ANSA) – TEHERAN, 7 GEN – A un anno dall’ abbattimento del Boeing ucraino nei cieli di Teheran da parte delle Guardie della Rivoluzione, l’Iran ha annunciato di avere concluso l’inchiesta, ribadendo che si è trattato di “un errore umano”. Lo ha detto il procuratore militare di Teheran, Gholamabbas Torki. Nel disastro morirono 176 persone, in gran parte iraniani ma anche molti canadesi; alcune vittime provenivano da Svezia, Gran Bretagna, Ucraina e Afghanistan. “Tra le persone accusate di imprudenza e violazione delle regole – ha aggiunto il procuratore – solo una è in carcere, mentre le altre sono state rilasciate su cauzione in attesa di processo davanti a un tribunale militare e sono state licenziate o degradate”. Oggi, intanto, alcuni familiari iraniani delle vittime hanno tenuto una cerimonia di commemorazione nel sito in cui sono precipitati i resti del Boeing 737 alle 06:19 locali, l’ora esatta in cui l’aereo venne distrutto lo scorso 8 gennaio (che nel calendario persiano corrisponde quest’anno al 7 gennaio). (ANSA).
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