(ANSA) – TEHERAN, 31 MAG – Tra le 200 e le 225 persone sono state uccise nelle proteste scoppiate in diverse città dell’ Iran nel novembre dello scorso anno, sull’onda dell’aumento del prezzo dei carburanti. Lo riporta la Isna, citando il ministro dell’Interno Abdolreza Rahmani Fazlihas.Il bilancio definitivo dei morti nelle proteste di novembre sarà pubblicato tra qualche giorno, ha detto Rahmani Fazli, aggiungendo che “durante le proteste una quarantina di persone, circa il 20 percento degli uccisi, è stata colpita con armi non convenzionali, e non era collegata a nessun organizzazione.” “Alcuni mi incolpano per aver tagliato Internet durante i disordini” – ha concluso -. “Internet è stato tagliato perché gli Stati Uniti, i monarchici, i membri dell’organizzazione fuorilegge Mujahedin Khalq e l’Isis stavano addestrando le persone alla lotta armata attraverso i social media allo scopo di fomentare una guerra civile”.
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