IRENE FORNACIARI HA SBAGLIATO TUTTO

Il parere di Luzzatto Fegiz
«Una grande occasione perduta. Davide Van De Sfroos è stato bravo a scriverle “Il mio grande mistero”, ma l’interpretazione della Fornaciari è stata scolastica. Non ha presenza scenica, non ha tecnica e non è riuscita a valorizzare una bella canzone. Per Irene, Sanremo era una sorta di ultimo appello al quale non ha saputo rispondere nonostante l’ottimo brano». Quella di Mario Luzzatto Fegiz, storica firma del “Corriere della Sera”, è una stroncatura netta.
Non l’unica, per la verità
. Il noto critico musicale, infatti, è costretto a raccontare un’edizione del Festival decisamente inferiore alla precedente. «Complessivamente i brani in gara sono meno belli – dice – Mi è piaciuta la canzone d’amore di Renga, mi hanno sorpreso per originalità Loredana Bertè e Gigi D’Alessio, e anche i Matia Bazar non hanno sfigurato. Meglio i brani leggerini che le canzoni impegnate: deludente Chiara Civello, troppo intellettuali i Marlene Kuntz, ininfluente Arisa, senza identità Dolcenera».
Ma è tutta la kermesse, secondo Fegiz, a non funzionare, almeno fin qui. «Il black out del meccanismo di voto durante la prima serata è stato uno scandalo. Un imprevisto degno di una competizione canora da balera».
Inevitabile, infine, un commento dell’inviato del “Corriere della Sera” sul clamore dell’intervento di Adriano Celentano al Festival, che ieri ha causato l’invio a Sanremo del vicedirettore della Rai, Antonio Marano. «Era tutto prevedibile, ma questa era un’operazione “O la va o la spacca”. Celentano ha deciso di attaccare la Chiesa e siccome l’attacco è arrivato da un credente, ha fatto più rumore. Personalmente sono contrario all’inquinamento della gara, non basta fare ascolti, servono i contenuti e musicalmente quest’anno non ci siamo».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.