Islam, nuovo censimento del Viminale. Via Pino resta tra i luoghi a rischio

© | . . Il centro islamico di via Pino

Terrorismo, si intensifica il monitoraggio sulla “rete” italiana. E nell’analisi di moschee e luoghi di aggregazione, il centro culturale islamico di via Domenico Pino viene nuovamente indicato, nell’ultimo report del Viminale, tra le «situazioni dove sia il radicalismo sia l’attività di proselitismo e reclutamento, trovano terreno fertile».
Non più tardi di una settimana fa, via Pino era finita nel mirino degli 007 italiani come luogo in grado potenzialmente di influenzare la rinascita – sul territorio lariano – dell’Islam radicale.
La notizia era contenuta in una relazione riservata che i vertici dell’intelligence avevano inviato a governo e Parlamento attraverso il Copasir, il comitato di controllo delle attività dei servizi di sicurezza. Lunedì sera è poi arrivata l’ultima analisi del Viminale che ha censito 514 associazioni e 396 luoghi di culto islamici.
Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di realtà moderate ma ve ne sono anche diverse evidenziate come potenzialmente a rischio. E tra queste, figura appunto il centro di via Pino.
Naturalmente le forze dell’ordine sono costantemente in prima linea nelle operazioni di monitoraggio e controllo. «Ormai sappiamo tutto di via Domenico Pino. Conosciamo cos’era in passato e cosa è adesso – dice il questore di Como, Michelangelo Barbato – Noi svolgiamo le nostre funzioni di controllo e di prevenzione di ogni possibile pericolo». Nella relazione giunta dal Viminale sono indicate in modo specifico alcune moschee e, in particolare, l’istituto culturale islamico milanese di viale Jenner con il circuito collegato di scuole coraniche e luoghi di raduno: via Quaranta a Milano, la moschea di via Giusti a Varese e, appunto, via Pino, in passato al centro di numerosi controlli e di altrettante polemiche.
«Ovviamente il monitoraggio a livello centrale prosegue. Siamo al corrente della situazione e vigiliamo. Attualmente – conclude il questore – non abbiamo elementi tali da far scattare l’allerta».
Intanto prosegue «ininterrottamente la vigilanza su tutti i luoghi sensibili», aggiunge il prefetto di Como, Bruno Corda.

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