Isola Comacina, sfida per il turismo

Sagra San Giovanni 2018. Fuochi Isola Comacina . Incendio dell'isola

Quando John Fitzgerald Kennedy nel giugno 1963 giunse a Bellagio in elicottero disse che il Lago di Como era «il più bello del mondo».
Ora che Barack e Michelle Obama saranno ospiti dell’amico divo George Clooney e della moglie Amal a Villa Oleandra – e chissà quanti sguardi attireranno dai battelli in navigazione verso l’Isola Comacina per la Sagra di San Giovanni – questa fama internazionale risulta ancora più ribadita.
E chissà che l’ex presidente Usa con la consorte e gli amici Vip lariani di adozione non ammirino anche loro dal lago o dalla terraferma sabato 22 giugno, con privacy tutelata a prova di paparazzo, l’evento clou che apre l’estate lariana?
La loro presenza certifica un momento d’oro per il centro lago. Punto di arrivo di un percorso che parte da lontano, con i successi crescenti delle dimore storiche come Villa Balbianello e Villa Carlotta e con la costituzione nell’ambito dell’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale “Magistri Comacini”, promosso da Regione, Provincia di Como, Fondazione Isola Comacina e Fondazione Cariplo, del Complesso Culturale Isola Comacina.
Un grande museo diffuso da cui si irradiano molteplici possibilità di sviluppo. Proprio per questo nel corso degli anni è stata attuata un’intensa attività di restauro conservativo delle valenze archeologiche ed artistiche presenti sull’Isola Comacina oltre al recupero dei percorsi e dei sentieri e alla manutenzione del verde, per permettere la fruizione di tante illustri vestigia del passato in modo ecosostenibile.
A proposito di ecologia: quest’anno le crociere della Navigazione Lago di Como per la Sagra di San Giovanni sono andate a ruba, sono da tempo tutte esaurite, il pubblico dovrà contare su barche private o andare via terra con auto o mezzi pubblici.
«Dobbiamo insistere sul potenziamento della Navigazione. Il lago va ammirato via lago – dice il sindaco di Tremezzina Mauro Guerra – Si tratta di una scelta strategica di fondo, la via d’acqua è da potenziare e nei prossimi anni sarà sempre più fondamentale. Ne parleremo in un convegno cui stiamo lavorando sulla destagionalizzazione di questo territorio così fortunato. Non abbiamo intenzione di morire per troppo successo, siamo ancora in tempo per governare i flussi turistici e programmare il nostro destino sul fronte accoglienza. Ci sono limiti oggettivi, non si può esagerare, non siamo Venezia».
Una forte criticità, in mezzo a tanti successi, è data proprio dalla mobilità. «C’è un problema gigantesco sul lago, è la viabilità – dice Guerra – Entro fine anno Anas farà il bando per la variante della Tremezzina e se tutto va bene a fine 2020 apriremo il cantiere. Se riusciremo ad agganciare questo cantiere strategico alla candidatura di Milano e Cortina alle Olimpiadi invernali del 2026 potremo contare su una marcia in più. Intanto dobbiamo convivere con il traffico pesante e dei pullman turistici. Il nostro obiettivo di lungo termine è far convogliare il traffico che esce dall’autostrada a Tavernola e invitare la maggior parte dei turisti a imbarcarsi e a vedere il lago dal lago mentre si raggiunge l’albergo designato. E per far questo occorre ragionare su una sorta di sistema di trasporto pubblico urbano pensando il lago e in particolare il Centrolago come una grande area urbana, con meno traffico di passaggio e con una bigliettazione unica, che si basi su organiche modalità di scambio tra vari tipi di trasporto. Solo così potremo rendere un servizio a questo territorio. Abbiamo la fortuna straordinaria di vivere in luoghi splendidi, che però di straordinario hanno anche le emergenze».
Come si arriva a questi obiettivi?
«Con il lavoro di squadra. Abbiamo costituito un unico distretto turistico con Bellagio, Menaggio e Varenna, riconosciuto da Regione e ministero, e questo ci apre la porta a progetti e modalità inediti che portino un turismo diffuso non solo sul fronte lago ma anche sulle montagne e le valli. Ad esempio stiamo realizzando il prolungamento della Greenway verso Argegno e in collegamento con la Valle Intelvi, e abbiamo istituito il “Museo del Paesaggio” a Villa Mainona perché la nostra è una esperienza da vivere fino in fondo. E che va prolungata non solo sull’asse dello spazio ma anche su quello del tempo: abbiamo ancora una permanenza media sul territorio di circa 3 giorni, se riuscissimo ad aumentarla anche solo di una o due unità avremmo ottenuto un ottimo risultato. Insomma dobbiamo fare sistema, approfittare di questo momento molto favorevole che vive il lago per creare anche ricadute concrete sul fronte occupazione. Con il turismo non si arricchiscono solo gli alberghi ma tutto il territorio».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.