Isola dei Cipressi: confiscati i canguri, presenza fissa da 25 anni

Sull’isola dei Cipressi, nel Lago di Pusiano, sono ormai una presenza fissa da ben 25 anni. I canguri – meglio, wallaby – per quanto diventati “di casa”però, in quell’angolo di Brianza, secondo il Tribunale di Como sono arrivati violando le norme su «mammiferi e rettili pericolosi».

Il giudice ha dunque ordinato la confisca dei marsupiali, affidandoli al Corpo Forestale e condannato a una sanzione di 14mila euro uno dei proprietari dell’isola, che appartiene alla Fondazione Gerolamo Gavazzi. L’avventura brianzola dei canguri è iniziata nel 1991, quando due esemplari del piccolo marsupiale – un metro e venti circa per un peso di una quarantina di chilogrammi – sono stati portati sull’Isola dei Cipressi. Gli animali, che vivono liberi, hanno evidentemente trovato un habitat ideale perché si sono riprodotti più volte, tanto che ora gli esemplari presenti sono sette.

Nel 2014 però, gli stessi animali sono involontariamente diventati protagonisti anche di un caso giudiziario. Dopo un blitz della guardia forestale, la Procura di Como ha aperto un’inchiesta e i canguri sono stati sequestrati, anche se sono stati lasciati comunque sull’Isola, nel loro ambiente. Il proprietario è stato denunciato per violazione a un articolo di una legge del 1992 che disciplina «i reati relativi all’applicazione in Italia della convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione, firmata a Washington il 3 marzo 1973, nonché le norme per la commercializzazione e la detenzione di esemplari vivi di mammiferi e rettili che possono costituire pericolo per la salute e l’incolumità pubblica».

A difesa dei canguri brianzoli, in Tribunale a Como è stato evidenziato che non si tratta di animali pericolosi e che, inoltre, non si può parlare di «detenzione» perché i wallaby vivono liberi sull’isola. Non è bastato. Il giudice ha ritenuto il proprietario colpevole e lo ha condannato a versare 14mila euro, ordinando anche la confisca dei marsupiali. La battaglia potrebbe continuare in Appello.

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