Istanza respinta: rimane in carcere il funzionario delle Entrate

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Secondo il giudice c’è il rischio di inquinamento delle prove

(m.pv.) Il giudice delle indagini preliminari, Maria Luisa Lo Gatto, ha respinto l’istanza della difesa che aveva chiesto i “domiciliari” per il funzionario dell’Agenzia delle Entrate accusato dalla procura della Repubblica (pm Massimo Astori) di corruzione aggravata. Secondo il gip, infatti, l’uomo, nel corso dell’interrogatorio cui è stato sottoposto, avrebbe ammesso solo quello che non poteva negare, e c’era inoltre ancora ben presente il pericolo sia di reiterazione del reato sia di inquinamento

delle prove. Una tesi opposta rispetto a quella che aveva sostenuto la difesa – avvocato Massimo Ambrosetti – che riteneva al contrario come proprio ai “domiciliari” sarebbe stato difficile per l’indagato inquinare le prove. Per supportare la richiesta, era stato anche sottolineato come l’arrestato, Rosario Lo Conte, 61 anni residente a Como in viale Giulio Cesare, avesse già anticipato l’intenzione di dimettersi da funzionario dell’Agenzia delle Entrate proprio in seguito a quanto accaduto. La vicenda, lo ricordiamo, era esplosa due settimane fa quando all’alba la guardia di finanza di Lecco aveva suonato alla porta dell’appartamento dell’uomo arrestandolo. Il tutto in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere chiesta dalla procura di Como. Tre gli episodi di corruzione contestati tra il 2011 e il 2013: uno da 20mila euro pagati da una società edile lecchese per evitare controlli futuri, uno di un orologio di marca da 5mila euro donato da un gioielliere di Milano e di altri 1.500 euro ricevuti da un privato per un terreno da svalutare.

Nella foto:
La decisione è stata presa dal giudice delle indagini preliminari di Como, Maria Luisa Lo Gatto

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