Italia fuori dai Mondiali di calcio, crolla l’indotto

Quanto poteva valere partecipare a un Mondiale di calcio in Russia per un territorio come quello della provincia di Como, che da anni ha intessuto legami strettissimi con Mosca?
Molto, anzi, forse moltissimo. L’assessore al Turismo e Marketing territoriale del Comune di Como, Simona Rossotti non dispera però. Intanto perché lei in Russia ci andrà lo stesso per i Mondiali.
«Sì ci sarò, ma prima cercheremo di recuperare in ogni modo l’occasione persa per Como, anche con l’assessore allo Sport, Marco Galli – dice – Faremo una serie di iniziative per migliorare ancora il nostro rapporto con la Russia. La scorsa settimana abbiamo avuto qui i tour operator del lusso. Le criticità possono trasformarsi in opportunità», spiega.
«La mancata partecipazione ai Mondiali non fermerà l’attrattività del Lago di Como verso i russi. Qui ormai vivono personaggi di altissimi livello. In dicembre il Lago di Como sarà al “Buongiorno Italia” di Mosca, dove incontreremo 400 buyer russi – dice sempre l’assessore al Turismo di Palazzo Cernezzi – Siamo sempre in cammino e pronti a seguire le indicazioni che i tour operator russi ci hanno segnalato, ad esempio, sugli orari della Navigazione o sulla logistica».
L’assessore disserta poi di calcio. «Nulla accade per caso – dice – Il calcio italiano necessitava di una cura dimagrante».
La professoressa Paola Dubini, docente associato della Bocconi di Milano, spiega invece come l’imprevedibilità sia una parte importante di questi business. «La mancata qualificazione degli azzurri vuol dire riduzione del pubblico che guarderà le partite in Italia. Deprezzamento dei diritti televisivi, minori introiti pubblicitari, ma si tratta di una tipicità del settore. Chi investe su simili risultati sa bene che non tutto è prevedibile», dice la docente di Management e Tecnologia.
«Si deve gestire il fattore di rischio e vivere principalmente sul presente, con una serie di previsioni difficili da affrontare», conclude la professoressa Paola Dubini.
Sulla stessa linea la docente Barbara Pozzo, ordinaria di Diritto privato comparato e Direttore del Dipartimento di Diritto, Economia e Culture dell’Insubria.
«Nel calcio sono un’outsider – spiega – a differenza di mio marito che non perde una partita della Nazionale o di Champions – Credo che la mancata qualificazione sia per questo mondo l’occasione per riflettere. Ci sono professionisti strapagati, esiste un indotto considerevole, ma si deve imparare anche a cadere. E a comprenderne i motivi. Certo, il fattore di rischio, l’alea dei latini non si può mai controllare del tutto».
E gli imprenditori cosa dicono? Vittorio Soverina, originario di Erba, è chef di prestigiosi ristoranti italiani a Ekaterinenburg e un personaggio televisivo in Russia.
«Ci sono rimasto malissimo. Vivendo all’estero, da italiani, si sentono ancora di più questi momenti – dice – Nel 2006, quando siamo andati in finale in Germania, ho preso l’aereo per tornare a casa e vedere la partita con i miei cari».
«Una situazione paradossale: per la mia Nazionale il Mondiale è già finito, per me, sul fronte professionale, deve iniziare. La Fifa ha tra l’altro segnalato il nostro locale ad addetti ai lavori e turisti, come uno dei posti in cui andare in occasione dei prossimi Mondiali. Qui si respira già l’aria del grande evento, con le pubblicità, i preparativi e i lavori allo stadio, con le prove delle luci, dei seggiolini e le opere di adattamento».
La mancata qualificazione incide anche sul cosiddetto merchandising.
«Dovremo valutare la situazione, ma l’intenzione è di bloccare l’ordine delle maglie dell’Italia – spiegano da Errebi Sport – La vendita delle casacche azzurre è da sempre legata ai risultati e questa eliminazione ha bloccato tutto».
«Come per gli altri eventi internazionali, ci saranno richieste per determinate maglie. Agli ultimi Europei tutti volevano la maglia dell’Islanda. Brasile, Argentina e Germania sono divise sempre apprezzate. Ma noi ordineremo anche le casacche di Colombia, Spagna, Messico e di squadre che per risultati o per effetto-simpatia, potrebbero trovare nuovi appassionati e tifosi».

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