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«Italia-Svizzera, un derby soltanto in Ticino»

Conto alla rovescia per la gara degli Europei fra l’Italia e la Svizzera, il “derby” della frontiera, che va in scena questa sera alle 21 allo stadio Olimpico di Roma. Gli azzurri scendono in campo come capoclassifica del girone, dopo la vittoria nella sfida iniziale con la Turchia per 3-0. Gli elvetici, invece, non sono andati oltre il pareggio (1-1) con il Galles.

Una partita comunque difficile per i ragazzi del commissario tecnico Roberto Mancini, che, alla vigilia, prova a leggere Marco Degennaro, in passato direttore generale del Como e da un decennio operativo in Svizzera tra Chiasso (dove portò Gianluca Zambrotta), Sion (con Gennaro Gattuso giocatore e, più recentemente, Fabio Grosso allenatore) e, ora Yverdon, formazione della Svizzera francese neopromossa nella Challenge League, la serie B rossocrociata. «Proprio Gattuso quando ha letto la notizia del cambio mi ha chiamato per chiedermi dove fossi finito, visto che non conosceva l’Yverdon. Gli ho spiegato che c’è un progetto che mi piace e su cui si può lavorare in prospettiva», dice Degennaro.

Ma passiamo alla sfida odierna. «Italia-Svizzera? È sentito come derby soprattutto in Ticino. Negli altri cantoni questa viene considerata una partita prestigiosa, contro una delle Nazionali che più ha vinto al mondo, ma senza particolare rivalità».

«Ritengo che il match di questa sera possa rispecchiare l’inizio degli Europei delle due squadre – aggiunge Degennaro – Da una parte ci sarà una Italia che è partita benissimo, con tanti giocatori entusiasti alla loro prima vera esperienza su un palcoscenico così importante. Un gruppo che nell’incontro d’esordio con la Turchia ha mostrato la sua forza».Invece sulla Svizzera, dopo la gara con il Galles, è scesa una cappa di scetticismo. «Qui i dubbi e le perplessità non mancano – spiega ancora l’ex dirigente azzurro – come pure le critiche verso il commissario tecnico Vladimir Petkovic. Il pari nella prima uscita non è stato ben digerito».«Ribadisco, secondo me questa sera saranno confermati i valori emersi nei rispettivi esordi, anche se l’Italia dovrà stare attenta, soprattutto a due giocatori. Il primo è Breel-Donald Embolo, attaccante della Svizzera che all’esordio ha fatto bene. Il suo problema è la continuità: alterna ottime prestazioni a gare anonime. Personalmente apprezzo molto anche l’altra punta, Haris Seferovic, che nell’ultima stagione ha fatto bene in un contesto non semplice come quello del Benfica».

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