Cronaca

Italiani in fuga, in Ticino superano i 53mila

altA Lugano la comunità di cittadini più numerosa è quella proveniente dalla vicina Penisola

(da.c.) Italiani in fuga verso il Ticino. Paese ideale per molti imprenditori e professionisti che cercano istituzioni solide, una società senza scossoni e un fisco meno oppressivo.
«Vado a vivere in Svizzera» è diventato un ritornello molto di moda, soprattutto nelle realtà più ricche del Nord. Milano e Como in testa, dove il numero di richieste di trasferimenti depositate negli uffici del consolato di Lugano sono in rapida ascesa. Dal primo gennaio 2010 al 1° dicembre 2012 sono stati

10.595 gli italiani che hanno chiesto l’iscrizione nel registro dei residenti all’estero dopo aver scelto di andare a vivere nella Confederazione.
Oggi la comunità italiana diffusa nei 26 Cantoni rossocrociati conta oltre 294mila persone che superano le 500mila se si prendono in considerazione anche gli italiani di seconda generazione, in possesso cioè del doppio passaporto. Quella tricolore è di gran lunga la più importante tra le comunità straniere che vivono in Svizzera, dove su 8 milioni di abitanti quasi 2 provengono da altri Paesi.
In Ticino, poi, la presenza italiana è fortissima. Alla fine del 2012, nel Cantone confinante risiedevano 342mila persone. Di queste, oltre 53mila erano italiane, quasi il 16%.
Leggendo i numeri pubblicati sul sito Internet del Cantone – dati, bisogna dirlo, costantemente aggiornati – si scopre che la crescita della presenza italiana in Ticino è stata pressoché costante: dai 46.300 del 2001 ai 53.120 del dicembre 2012, con un picco di crescita proprio negli ultimi due anni (3mila in più soltanto tra il 2011 e il 2012). Nella città più importante del Ticino, Lugano, la comunità italiana è ancora più forte che nel resto del Cantone.
Anche qui vengono in soccorso i dati statistici forniti dagli uffici di piazza della Riforma. Alla fine del 2012, gli italiani residenti a Lugano erano quasi 14mila, addirittura più degli stessi «attinenti», vale a dire i cittadini originari della città sottocenerina. In percentuale, il 22,92% contro il 21,52%.
Queste cifre spiegano pure il motivo per cui una sorta di sindrome di accerchiamento sembra colpire ogni strato sociale della popolazione elvetica e, in particolare, quella che vive a ridosso del confine con l’Italia.
Intanto, il Canton Ticino è diventato terra di conquista, quantomeno sul piano residenziale.
Alla fine dello scorso anno, un report dell’agenzia Remax – immobiliare di Denver attive da 40 anni nell’area della Svizzera italiana – spiegava bene gli effetti di questa valanga di nuovi residenti giunti nel Sottoceneri in così breve tempo. Il valore del mercato immobiliare in Ticino, pari a circa 3,5 miliardi di franchi l’anno (circa 2,8 miliardi di euro), è concentrato per la metà (1,7 miliardi) tra Lugano, Paradiso e i comuni rivieraschi della fascia attorno a Campione d’Italia.
«Assistiamo a una escalation di acquisti da parte di italiani che mettono in vendita la loro casa a Como e Varese per acquistarne una nel Cantone attirati dalla maggiore sicurezza che il Paese garantisce», scrivono gli analisti della Remax. E non stiamo parlando di abitazioni a prezzo calmierato. Un appartamento in zona semicentrale, a Lugano, non costa meno di 10mila franchi al metro quadrato. Gli affitti medi sono attorno ai 1.500 franchi al mese, ma possono superare i 4-5mila franchi quando riguardano abitazioni di lusso.
Ma il trasferimento massiccio di connazionali oltrefrontiera sta diventando un business in senso stretto anche su altri terreni. Basta un solo esempio per comprendere meglio la situazione. Se si accende il computer e si digita su un motore di ricerca la stringa «Italiani che vogliono andare a vivere in Svizzera», sullo schermo compaiono decine di proposte e offerte di siti che promettono informazioni e soluzioni di ogni genere. Poca la fantasia nei nomi, ma chiarissime le intenzioni: mollaretutto.com, oggiespatrio.it, voglioviverecosì.com, poveraitalia.com, scappo.it. Il ritornello è sempre lo stesso: da una parte l’Eldorado, dall’altra una società e un Paese in crisi, dai quali è meglio battersela. Sullo sfondo resta un punto che pochi sottolineano: la Svizzera non è per tutti. Senza dubbio si tratta di una nazione accogliente e in cui è bello vivere, ma a condizione di avere un reddito elevato e un lavoro sicuro. Non è più tempo di portarsi appresso la valigia di cartone.

Nella foto:
Lugano è una città “molto” italiana: oltre un quinto dei residenti ha il passaporto tricolore
27 Nov 2013

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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