Jacopo Cerutti pronto per la Dakar in Sudamerica

Jacopo Cerutti con la sorella Cindy Lee, pallavolista nella Picco Lecco

Parte dal Piacentino la sfida di Jacopo Cerutti alla Dakar 2018. Se nel calcio la città emiliana non evoca certo buoni ricordi agli sportivi comaschi – le sfide dello scorso anno tra biancorossi e azzurri in Lega Pro furono all’insegna delle polemiche – nel mondo dei motori il legame che si è creato è decisamente più solido e amichevole. È infatti una azienda piacentina del settore alimentare il main sponsor del lariano nella massacrante corsa sudamericana che prende il via il prossimo 6 gennaio e che toccherà Perù, Bolivia e Argentina.
Jacopo Cerutti, classe 1989, sarà al via con una Husqvarna del team Moto Racing Group. Ieri la presentazione a Podenzano, alle porte di Piacenza, appunto, nella sede dello sponsor.

Grande emozione da parte di tutti a partire da Jacopo, che nell’occasione era affiancato anche dalla sorella Cindy Lee, pallavolista che in questa stagione è tesserata per la società Picco Lecco. Oltre a quelli dei padroni di casa, Sante Ludovico e Giuseppe Ambrosi, sono arrivati anche i saluti di Patrizia Barbieri, sindaco di Piacenza e di Alessandro Piva, suo collega di Podenzano.

Cerutti è decisamente carico: nel 2016, con il suo 12° posto nella gara riservata alle moto, fu il migliore italiano. Nel 2017 una caduta nella terza tappa, con un conseguente infortunio a una mano, lo ha bloccato mentre era 24°. I riflettori, dunque, ancora una volta saranno puntati su di lui: “Il mio obiettivo? Vorrei lasciarmi alle spalle qualche pilota ufficiale – spiega – come nel 2016. In questa edizione ce ne saranno almeno una ventina: sicuramente non lascerò nulla di intentato. In ogni caso la priorità è terminare la competizione: ci attendono 9mila chilometri lungo strade tecniche e molto impegnative, sia per me che per la tenuta della moto”.

Ma ci sarà un altro aspetto di cui tenere conto: “Quello mentale – sottolinea il comasco – si corre per molte ore, si dorme poco, ma la concentrazione deve essere sempre al massimo. La tensione è molto alta e i tempi sono tirati prima e dopo le prove speciali. Sicuramente le precedenti esperienze maturate alla Dakar mi aiuteranno molto: più bella quella del 2016, mentre nel 2017 non sono arrivato nelle migliori condizioni all’appuntamento. Ero reduce da un infortunio, ero più affaticato e in pratica non avevo girato con la moto da rally. Ma nonostante questo, nei primi due giorni ero molto vicino alla Top 20, tutto sommato un buon risultato, visto che la Dakar è anche una gara ad eliminazione. Il problema è che… tra gli eliminati sfortunatamente sono finito anche io, anche se per un piccolo infortunio”.
I programmi di Cerutti in questo 2017 di fatto sono stati impostati con il pensiero di giungere alla Dakar 2018 pronto sotto ogni punto di vista. Il comasco è si è tolto la soddisfazione di vincere il suo terzo scudetto Motorally e, pochi giorni fa, una gara nel deserto del Marocco con caratteristiche simili a quelle della corsa sudamericana. “Ma in realtà è praticamente possibile prepararsi in maniera specifica per una corsa come la Dakar – afferma ancora – che ha caratteristiche davvero particolari. In ogni caso è una bella sfida, anche se molto difficile. Per dicembre ho comunque programmato una decina di giorni di allenamento molto intenso con la mia Husqvarna”.
La partenza della corsa 2018 sarà dal Perù, il 6 gennaio, con conclusione il giorno 20 a Cordoba, in Argentina. Sarà la quarantesima edizione, la decima in Sud America: uno spostamento, dopo che per anni si è corso tra Parigi e Dakar, dovuto ai pericoli per gli europei nell’attraversamento di alcuni Paesi con una situazione poco stabile, la Mauritania su tutti. Tra i momenti suggestivi della gara, l’ingresso in Bolivia con una tappa che toccherà il famoso Lago Titicaca. “Mi hanno detto che il Perù è stupendo per andare in moto – conclude Jacopo – La Dakar ha già toccato questo Paese anni fa, quando io non c’ero. Il problema è che ci sarà molta sabbia, quindi non ci sarà tempo per acclimatarsi e abituarsi alla moto: si partirà subito “cattivi”. Per fare un paragone con il ciclismo, è come se un Giro d’Italia scattasse con la scalata dell’Etna o del Blockhaus. Pronti via e… andremo subito a tutta: sarà dura fin dai primi chilometri”.
Massimo Moscardi

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