Jennifer Isacco e il bronzo a Torino 2006: «È bello aver regalato sorrisi ed emozioni»

Weissensteiner Isacco Torino 2006

«Quindici anni dopo mi piace ripensare a quei bei momenti. Tante cose sono cambiate, ma il bronzo di Torino rimane un punto fermo». Ai Giochi invernali di Torino 2006 la comasca Jennifer Isacco, con l’altoatesina Gerda Weissensteiner, conquistò il bronzo nel bob a due.

Di fatto quella rimane ancora l’unica medaglia italiana femminile nelle specialità. Un exploit di cui oggi Jennifer parla volentieri.
Ora ha cambiato vita, segue lo sport da appassionata (lo ha commentato anche durante dirette televisive), è mamma di Edoardo – 8 anni, che gioca a calcio nel Costa Masnaga – è insegnante e collaboratrice in un ristorante della Brianza, la zona in cui vive. La sua Rogeno, al rientro da Torino, le dedicò una affollata e indimenticata festa di piazza.

La protagonista dei Giochi 2006 è nata a Como il 27 febbraio del 1977 e ha studiato nella nostra città al Setificio. Dal 22 marzo 2006 è Cavaliere della Repubblica. La nomina ufficiale in una cerimonia al Quirinale con l’allora presidente Carlo Azeglio Ciampi.

Weissensteiner Isacco Torino 2006
Weissensteiner e Isacco alla partenza della gara di Torino (immagini tv)

«Sono rimasta nell’ambiente del bob come allenatrice federale fino ai Giochi di Vancouver 2010 – spiega Isacco – poi ho fatto scelte differenti. Seguo sempre il bob con il dispiacere che in Italia non possa più essere praticato. Non vi sono più piste funzionanti e i nostri atleti per allenarsi vanno in Austria o si iscrivono alle gare di Coppa Europa».
«Non sono più nemmeno tornata a Cesana, dove si era svolta la prova olimpica – aggiunge – anche se mi piacerebbe tornare, pur sapendo che l’impianto è in disuso».

L’anniversario del bronzo è stato qualche settimana fa, il 22 febbraio. Le azzurre erano state precedute da Germania (oro a Sandra Kiriasis e Anja Schneiderheinze) e Stati Uniti. «Qualche chiamata mi arriva sempre da amici che non si dimenticano – spiega – Con Gerda Weissensteiner non c’è bisogno di sentirci nella data giusta, visto che il nostro dialogo è praticamente quotidiano. Lei è rimasta nell’ambiente, favorita dal fatto che vive in Alto Adige, e mi tiene aggiornata».
Spesso Jennifer è stata chiamata nelle scuole a raccontare la sua esperienza, anche se negli anni, come è normale, le richieste si sono diluite. Ma non mancano appassionati che le scrivono da tutto il mondo, soprattutto collezionisti di cimeli olimpici, che le chiedono cartoline autografate.
«Fa sempre piacere – conclude – l’aver lasciato una traccia regalando una emozione e un sorriso e chi ti ha seguito e sostenuto».

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