Kossi Komla Ebri “Il più lombardo degli scrittori africani”

Kossi Komla Ebri, scrittore e medico originario del Togo che vive a Ponte Lambro

Scrittura e viaggi nel mondo: il medico erbese si racconta

«Le nostre identità non sono mai statiche ma dinamiche, si formano e si trasformano continuamente nell’incontro e relazione con l’Altro… Abbiamo bisogno dell’Altro per essere quello che siamo…».
È un messaggio limpido ed emblematico quello posto, insieme alla foto dell’autore, all’imbocco del cammino virtuale nel nuovo sito di Kossi Komla Ebri, “scrittore migrante” originario del Togo e conosciutissimo a Erba – dove ha lavorato come medico dell’ospedale fino alla pensione – con l’appellativo familiare di “dottor Kossi”.
La ricca produzione scritta di quello che è stato presentato come “il più lombardo degli scrittori africani” – è giunto qui nel 1982 e risiede tuttora a Ponte Lambro, paese della moglie – conta numerose pubblicazioni e riedizioni, presentate e illustrate sul sito con allettanti anteprime: un cammino che dalle feconde radici africane e dall’esperienza della migrazione e della nuova realtà di vita declina in varie forme i temi dell’identità, dell’incontro, della reciprocità.
È un narrare mai disgiunto da un’intensa attività associativa e culturale, con partecipazioni a convegni internazionali, interventi nelle scuole, pubblicazioni su giornali e riviste, impegni in diversi sodalizi: presidente e fondatore della A.S.A.E (Associazione Solidarietà Africana Erba), socio onorario di Les Cultures Onlus, fondatore e presidente onorario della Rete della Diaspora Africana Nera in Italia, a Lugano vicepresidente incaricato della Ricerca Scientifica dell’Istituto Panafricano di Lugano) e vicedirettore del Centre d’Etudes des Réalités Africaines.
Sul nuovo sito www.kossi-komlaebri.net è possibile fare la conoscenza dello scrittore migrante e dei suoi mondi, cogliendo le suggestioni di personaggi, ambienti, registri narrativi, attraverso le anteprime che accompagnano le presentazioni dei libri. Sono le fiabe, “verità con delle menzogne”, al centro dell’ultima pubblicazione, “Gente udite la mia favola” (Touba Culturale Italy 2020), all’insegna del motto “Un racconto o un proverbio è il messaggio di ieri trasmesso a domani attraverso oggi”.
Tra le opere precedenti figurano “Il destino di Avoloto il tessitore” di Ankou Komla-Ebri (un testo del fratello deceduto di cui lo scrittore ha curato la traduzione in italiano), “Vita e sogni – Racconti in concerto”, il racconto lungo “La sposa degli Dei”, “All’incrocio dei sentieri – Racconti dell’incontro”, il romanzo “Neyla”, senza dimenticare gli aneddoti pungenti, ironici e rivelatori di “Imbarazzismi – Quotidiani imbarazzi in bianco e nero” e “Nuovi imbarazzismi – Quotidiani imbarazzi in bianco e nero… e a colori”.
Inoltre il manuale per l’educazione sanitaria “Afrique. La santé en images”, realizzato in collaborazione con il medico itinerante Aldo Lo Curto.
Da non perdere sul sito la raccolta “Recensioni”, non solo per l’analisi della narrazione di Komla-Ebri – che un titolo definisce “ponte fra culture” – ma per rivisitare in alcuni aspetti il nascere e l’espandersi di una letteratura migrante africana in Lombardia e in Italia.
Di particolare interesse anche la voce “Media”, con la sezione “Interviste/Riflessioni” – che include l’attualissima intervista “Identità plurime e dinamiche, Africa e Europa oggi” di Matilde Sciarrino (La macchina sognante, n. 18, marzo 2020) – e la sezione “Video”, che documenta una pluralità di temi e di esperienze.
I link infine offrono utili riferimenti ai siti di letteratura della migrazione e ad alcuni autori. L’attività dello scrittore continua con nuovi interessanti sviluppi: «Sto lavorando ad un nuovo romanzo – racconta – e in più, approfittando del confinamento, sto traducendo in francese tutti i miei racconti in vista della pubblicazione di una prossima raccolta in Togo».
Giuliana Panzeri

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