La Acli di Como: «Una logica unitaria per l’attivazione del Recovery Fund»

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«Occorre una logica unitaria, che identifichi le priorità e abbia come elementi di riferimento fondanti la salvaguardia dell’ambiente e la costruzione dell’uguaglianza». È la logica che l’Italia dovrebbe seguire nella gestione del Recovery Fund secondo il Consiglio provinciale delle Acli di Como, che si è riunito giovedì scorso in modalità online. Obiettivo dell’incontro era discutere sulle ricadute dei fondi europei sull’economia e sulla società, con una particolare attenzione alle fasce più deboli e alle espressioni della società civile.

Il tema, cruciale per il futuro dell’Italia, è stato introdotto da una relazione di Luca Jahier, fino all’ottobre scorso presidente del Cese, il Comitato economico e sociale europeo, l’organo dell’Unione Europea in rappresentanza delle parti sociali e delle realtà produttive dei 27 Paesi membri. Jahier ha alle spalle una lunga esperienza alle Acli torinesi e nazionali ed è stato fondatore del Forum Terzo Settore e presidente del Focsiv.

«La partecipazione delle istituzioni di base, delle forze sociali e dell’associazionismo alle scelte legate al Recovery Fund – sottolineano le Acli lariane in una nota – è condizione imprescindibile, e richiesta dai regolamenti europei, per portare avanti questo processo».

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